Gli sceneggiatori ottimisti sulla fine dello sciopero

Gli sceneggiatori ottimisti sulla fine dello sciopero

Le trattative “informali” tra sceneggiatori e produttori continuano sotto blackout mediatico, ma ai picchetti l’ottimismo la fa da padrone

    wga strike

    Le trattative “informali” tra sceneggiatori e produttori continuano sotto blackout mediatico, ma ai picchetti l’ottimismo la fa da padrone.

    Ricordiamo che le due parti, seguendo il percorso seguito dai registi, hanno intrapreso delle trattative informali, che dovrebbero portare al più presto alle trattative vere e proprie: per ora, l’unico (ma molto importante) particolare venuto fuori è che la WGA ha tolto i punti sgraditi all’AMPTP, ma, secondo quando dichiarato da Christopher Lloyd (Back to you, Fox) “sentiamo che si è aperta una porta”. Tutti gli sceneggiatori concordano però sul fatto che se le “preoccupazioni economiche” derivate dallo sciopero sono importanti “non bisogna svendere i nostri ideali. L’idea della recessione non aiuta il morale del Paese, ma negli affari, ha detto ancora Lloyd, si attraversano periodi buoni e cattivi, e noi siamo ancora focalizzati sui punti per noi importanti”. “L’attuale congiuntura economica, spiega Colette Burson, sceneggiatrice di film e prodotti televisivi, mi fa preoccupare su cose come l’assicurazione sanitaria: se non combattiamo adesso per avere residuals migliori, a 65 anni mi troverò in mezzo ad una strada a causa della mia polizza assicurativa”. Bisognerà inoltre vedere se i leader della WGA (che nel frattempo ha raggiunto un altro accordo, stavolta con la Lionsgate), oltre a seguire le modalità di negoziazione della DGA, accetteranno anche un contratto sulla falsariga di quello dei registi, che ha entusiasmato e deluso gli sceneggiatori: “E’ un patto storico, ha scritto in una mail diffusa venerdì John Wells, un patto molto buono per sceneggiatori, registi…e per il futuro”. Alcuni sceneggiatori, però, dissentono dall’entusiamo di Wells: “Magari il patto firmato dalla DGA è buono, ma penso ci sarebbe molto scontento se la WGA si ‘appiattisse’ su alcune posizioni della DGA”, ha detto ancora la Burson, mentre Lloyd, come già fatto da Sandra Oh, spiega che “se la prima reazione al contratto DGA – AMPTP è buona, non è detto che gli interessi degli sceneggiatori corrispondano a quelli dei registi”.

    tom cruise

    Infine, le cerimonie: se ancora non sa niente riguardo alla fine che faranno gli Oscar, i SAG Awards (qui trovate tutte le nomination) hanno il loro presentatore: si tratta di Tom Cruise, che “officierà” la cerimonia con la benedizione della WGA. La presenza di Cruise (oltre al fatto che ai SAG Awards saranno presenti molte star grazie al supporto degli sceneggiatori) fa salire di livello la cerimonia, vista l’anno scorso da quasi sei milioni di telespettatori: il presunto numero due di Scientology, si unisce così a Kate Beckinsale, Nikki Blonsky, Josh Brolin, Steve Carell, Russell Crowe, Eric Dane, Ruby Dee, Zac Efron, Tina Fey, Ben Foster, Michael C. Hall, Emile Hirsch, Hal Holbrook, Kate Hudson, Tommy Lee Jones, Matthew McConaughey, Debra Messing, Mickey Rooney, il presidente della SAG, Alan Rosenberg, Jon Tenney, John Travolta, Jeanne Tripplehorn, Forest Whitaker, Vanessa Williams e Chandra Wilson.

    Ricordiamo che i SAG Awards, quest’anno trasmessi live dalla TNT e dalla TBS, entrambe possedute dalla Turner/Time Warner, premiano le performance di 5 film e 8 prodotti televisivi. I vincitori, scelti tra gli oltre 100.000 membri del sindacato, spesso sono anche i favoriti per la corsa all’Oscar.

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