Gli sceneggiatori approvano il contratto con l’AMPTP, ma gli attori sono sul piede di guerra

Gli sceneggiatori approvano il contratto con l’AMPTP, ma gli attori sono sul piede di guerra

Mentre i membri della Writers Guild of America hanno votato per ratificare il nuovo contratto stipulato il mese scorso, definito dal presidente della WGA Ovest Patric Verrone come “un nuovo inizio per gli sceneggiatori nell’era digitale”, Hollywood rischia di fare a breve i conti con un altro sciopero, quello degli attori

    alan rosenberg

    Mentre i membri della Writers Guild of America hanno votato per ratificare il nuovo contratto stipulato il mese scorso, definito dal presidente della WGA Ovest Patric Verrone come “un nuovo inizio per gli sceneggiatori nell’era digitale”, Hollywood rischia di fare a breve i conti con un altro sciopero, quello degli attori.

    La probabilità non è molto remota: per “incoraggiare” la SAG (il sindacato degli attori, ndr) a trattare con l’AMPTP, la Fireman’s Fund Insurance Co. ha deciso di coprire le spese di assicurazione (siano esse incendi sul set o salute degli attori) di ogni produzione che si concluderà il 15 giugno (il patto tra SAG-AFTRA e AMPTP scade il 30, ndr). Non solo: la scorsa settimana il presidente Alan Rosenberg ha ricevuto una petizione firmata da più mille attori (compresi Amy Brenneman, Sally Field e Charlie Sheen, ma dovrebbero firmare anche Don Cheadle, Felicity Huffman, William H. Macy e Meryl Streep) che – oltre a contenere un’autorizzazione per un eventuale sciopero – fa presente che ha votare il contratto siano solo i membri che hanno adempiuto ad alcuni punti chiave, come l’aver lavorato un tot di giorni, o l’aver investito nel fondo pensioni della SAG. “Crediamo, scrivono i firmatari, che questi punti permettano l’accessibilità al voto ad una vasta rappresentanza di membri, che abbiano una loro ‘rilevanza’ nelle trattative.

    Forse questa lista elitaria è da criticare, ma almeno sarà votata da persone che hanno lavorato sotto i precedenti contratti”. Rosenberg, il presidente della SAG, si sarebbe duramente opposto a questo “voto qualificato”, spiegando che “è una cosa che priverebbe del diritto di voto i membri meno ‘visibili’”, augurandosi che “tutti gli attori, noti e non, facciano fronte comune al tavolo delle trattative”. Ad oggi, comunque, non è stato messo in programma alcun incontro: se George Clooney e Tom Hanks facevano presente l’urgenza di trattare, Rosenberg e il direttore esecutivo nazionale Doug Allen hanno spiegato più volte come “prima di trattare bisogna fare il punto della situazione, su come si lavora e cosa vogliamo dal nuovo contratto”.

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