Gli eventi più importanti in tv e al cinema secondo l’American Film Institute

Gli eventi più importanti in tv e al cinema secondo l’American Film Institute

Gli eventi che secondo l'American Film Institute hanno scosso il mondo del cinema e della tv

    afi

    Lo abbiamo già accennato ieri, con la promessa che lo avremmo ripreso: l’American Film Institute (AFI) ha annunciato, a fine dicembre, la classifica degli eventi più rilevanti del fu anno 2007.

    Al primo posto, non certo a sorpresa visto che nonostante il disinteresse dei media italiani in America ha praticamente monopolizzato l’attenzione, lo sciopero degli sceneggiatori americani: la rivoluzione digitale ha rivoluzionato anche i modelli economici convizionali, ed ha posto all’attenzione dei telespettatori americani il problema del “quanto poco” (rispetto a quanto gli studios guadagnano)vengono pagati gli sceneggiatori per il loro lavoro. Come abbiamo scritto più volte, il 5 Novembre 2007 più di dodicimila sceneggiatori sono scesi in sciopero contro l’Alliance of Motion Picture and Television Producers, l’associazione degli sceneggiatori: uno sciopero traumatico per le produzioni televisive americane (i palinsesti di Rai e Mediaset nostrani, che nel migliore dei casi trasmettono le serie con secoli di ritardo, non verranno toccati a breve tranne poche eccezioni), ma che ha messo in luce un malessere generale.
    Al secondo posto un evento che ci tocca più da vicino, visto che l’AFI sceglie la morte del nostro Michelangelo Antonioni e quella di Ingmar Bergman, due maestri (più che registi) spirati a Luglio: in 40 anni di carriera, Bergman ha girato più di 50 film, di cui ricordiamo capolavori del calibro de “Il settimo sigillo” o “Il posto delle fragole”. Quaranta anni di carriera anche per Antonioni, con film “marcati dall’innovativo approccio narrativo del regista”, scrive l’AFI.
    Al terzo posto, troviamo l’avvento dell’iPhone, che in aggiunta ai consueti telefono, macchina fotografica e computer, permette agli utenti di downloadare film e programmi televisivi: insomma, un vero e proprio fenomeno culturale ma soprattutto il simbolo di un pubbliche che chiede i contenuti quando/come e dove vuole.
    Al quarto posto, il fermento culturale creato dalla guerra al terrore: il 2007 è stato l’anno in cui gli artisti americani hanno cercato, pur nella difficoltà di trovare spettatori per le loro storie, di capire e porre domande sulla guerra e sulla realtà in generale (pensiamo a film come In The Valley Of Elah, Lions For Lambs, Charlie Wilson’s War e A Mighty Heart, ma anche a There Will Be Blood e No Country For Old Men). Secondo l’AFI “nessun altra guerra americana ha ispirato una così grande cinematografia, speso avversa, mentre il conflitto era ancora in corso. I film girati durante la Seconda Guerra Mondiale erano di supporto alla guerra, e anche film che facevano i conti con l’impatto psicologico, emozionale e sociale delle guerre di Korea e Vietnam, non furono prodotti che dopo anni dalla fine della guerra”. Probabilmente ciò è stato reso possibile grazie all’accessibilità delle informazini ,non sono grazie ai giornalisti presenti sul campo e anche alle foto postate sul web dai cittadini iracheni e dagli stessi soldati.

    Televisivamente parlando, il maggiore evento è stato lo show/documentario/serie tv di Discovery Channel, “Planet Earth”, che ha mostrato i luoghi più incredibili della terra (5 anni di riprese fatte in più di 60 paesi e 200 location) in alta definizione: “lo show, scrive l’AFI, ha mostrato il potere della televisione come forza unificante nella comunità globale”. Dalla Russia al Borneo all’Oceano Atlantico, le telecamere hanno catturato i luoghi più belli del mondo, e portati sul salotto di casa: “ancora più importante, scrive ancora l’AFI, la serie ha preso vita in alta definizione, in un momento in cui il pubblico sembra apprezzare questa tecnologia.
    Ultimo posto, il gossip, che ha imperato sovrano sui quotidiani persino con notizie di solito relegate nei giornali scandalistici: Paris (Hilton), Nicole (Richie), Lindsay (Lohan), Britney (Spears), O.J. (Simpson) e Anna Nicole (Smith) “hanno spesso e volentieri eclissato la guerra, l’economia in fermento o questioni di rilevanza internazionale. Siti come TMZ.com e PerezHilton.com hanno attirato visitatori ‘devoti’, con TMZ che è riuscito a portare in tv la sua attività via internet. Questi siti sono costantemente aggiornati grazie alla diffusione di cellulari con telecamera e attrezzature similari che hanno aumentato il potere dei ‘citizen paparazzi’, aggressivi e vogliosi come non mai di aiutare i loro partner (giornalisti veri, ndr) a far finire in lacrime gli idoli delle folle”.

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