Gli eredi di Tolkien fanno causa alla New Line Cinema

Gli eredi di Tolkien fanno causa alla New Line Cinema

Secondo i legali del ‘Fondo Tolkien’ e della casa editrice HarperCollins, la New Line Cinema e la Katja Motion Picture Group di Jackson non avrebbero dato loro “neppure un centesimo” dei profitti ricavati dalla distribuzione dei film (sei miliardi di dollari in totale)

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    Ci mancavano solo gli eredi di Tolkien: dopo la controversia tra la New Line e Peter Jackson, un’altra causa legale si profila per la casa di produzione, che è stata citata in giudizio dal Tolkien Trust presso la corte superiore di Los Angeles.

    Secondo i legali del ‘Fondo Tolkien’ e della casa editrice HarperCollins, la New Line Cinema e la Katja Motion Picture Group di Jackson non avrebbero dato loro “neppure un centesimo” dei profitti ricavati dalla distribuzione dei film (sei miliardi di dollari in totale): per questo, gli eredi dello scrittore hanno chiesto 150 milioni di dollari di danni, oltre che il divieto, per la New Line, di realizzare altre pellicole basate sul lavoro dello scrittore britannico, “Lo Hobbit” incluso. La causa nasce tutta da un accordo firmato nel 1969, secondo cui al Fondo Tolkien va il 7,5% di quanto guadagnato da qualsiasi lavoro tratto dall’opera dello scrittore: l’accordo venne stipulato 40 anni fa dalla United Artists, e sebbene sia poi passato dalla UA alla Saul Zaentz alla Miramax e poi alla New Line, i termini dell’accordo non sono cambiati: va detto che la causa non è per ingordigia, visto che il fondo Tolkien finanzia enti come Save the Children Fund, la causa Darfur, il fondo per i terremotati in Asia e la fondazione mondiale per la lotta contro il cancro.
    La New Line si è rifiutata di commentare l’accusa, ma secondo gli avvocati del fondo: “Questo caso rappresenta uno straordinario esempio di come un enorme successo finanziario possa generare una grande avarizia.

    A dispetto di sei miliardi di dollari guadagnati, la New Line si è difesa con la stupefacente asserzione che non aveva ricevuto abbastanza soldi per pagare al querelante anche un solo centesimo”. Per la casa di produzione non si tratta della prima battaglia sui profitti dello trilogia del “Signore degli Anelli”: già Peter Jackson aveva citato in giudizio lo studio chiudendo “amichevolmente” la causa lo scorso dicembre, e anche la Saul Zaentz Co. aveva intentato una seconda causa sempre per i profitti non pagati dalla New Line: bisognerà vedere adesso quanto la causa – dopo lo sciopero degli sceneggiatori – influirà sulle riprese dei due film, che al 99,9% dovrebbero essere diretti da Guillermo del Toro.

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