Gli Emiliani a Televisionando: ‘L’ironia di Pechino Express prende in giro la TV standard’

Gli Emiliani a Televisionando: ‘L’ironia di Pechino Express prende in giro la TV standard’

I concorrenti Xu e Carlos commentano l'eliminazione dal programma di RAI 2 (e non solo)

    Dopo la loro eliminazione, avvenuta nella sesta puntata di Pechino Express, Televisionando intervista ‘a caldo’ la coppia degli Emiliani, i concorrenti Xu Ruichi e Carlos Kamizele Kahunga. Ai nostri microfoni commentano l’addio al programma di RAI 2, la scelta del nome all’interno della trasmissione prodotta da Magnolia e il rapporto instaurato con gli altri partecipanti, nel corso delle varie puntate, vissute da protagonisti. Oggi, dopo l’esperienza a Pechino Express, da fondatori della crew Mnai’s (insieme ad altri), Xu e Carlos si dicono, come sempre, pronti, a guardare avanti grazie alla comune passione per il ballo e il nuovo spettacolo teatrale dal titolo Around, il primo in cui una storia viene raccontata con il linguaggio hip hop.

    Televisionando intervista Gli Emiliani di Pechino Express 5

    Che effetto fa essere eliminati a quattro puntate dalla fine?

    Carlos: Dà un po’ fastidio. Dici ‘manca veramente poco’, ma è sempre meglio che essere eliminati subito, come successo alle povere Naturali. Quando entri in questo tipo di gioco, cerchi di rimanerci il più possibile e quindi hai un po’ quell’amaro in bocca e dispiacere.

    Xu: Essere eliminati a un passo dal Messico raddoppia l’amarezza.

    Però anche Gli Innamorati sono stati eliminati (e già nella prima puntata), salvo poi restare in gara come ”coppia dormiente”. Che ne pensate di questo colpo di scena?

    Xu: Il team scelto quest’anno è molto ricco e interessante. Eliminare subito, alla prima puntata, senza dare la possibilità al pubblico di conoscere certi personaggi, era sacrificato. Approvo, anche se col senno di poi uno dice: se l’avessero eliminata (Lory Del Santo, ndr), magari non avrebbero eliminato me.

    Carlos: E’ stata una sfiga nostra capitare in una puntata eliminatoria. Molti sono stati salvati con bonus vari e puntate non eliminatorie. E’ stata sfortuna nostra.

    Quindi non vi siete arrabbiati perché ad eliminarvi è stata Lory, ‘salvata’ all’inizio?

    Xu: Se fossi un bambino delle elementari, la vedrei come una cosa ingiusta. Fa parte della perversione e dell’ironia di Pechino Express: tutto può cambiare e non c’è una direzione. Una volta che entri, lo accetti. Poi sta alle tue capacità cavartela. Se fosse tutto alla pari, sarebbe scontato e non sarebbe neanche divertente giocare. Quando ci siamo ritrovati Lory in mezzo a noi, c’è stato il delirio, ti trovi impreparato a tutto.

    Da Lory Del Santo a Tina Cipollari, una delle concorrenti con cui siete entrati in conflitto di più in assoluto. Come mai?

    Carlos: Era un conflitto molto ironico. Tina la temiamo, perché sappiamo che lei è su un altro gradino rispetto a questo mondo. E’ stata al gioco, è diventato un piccolo conflitto andato a scemare pian piano, una piccola rivalità anche molto divertente.

    Xu: E’ Clizia che ci ha fatto rimanere veramente male con certi atteggiamenti da ‘Clizianator’: un po’ troppo concentrata, si è dimentica anche il fair-play. Il sasso l’abbiamo lanciato noi all’inizio: non sapendo chi nominare, abbiamo detto ‘provochiamo Tina’. Pechino l’abbiamo preso sempre con ironia, non come vita reale: per noi è un gioco, ci siamo creati le nostre situazioni da ridere, con i Socialisti e le pizzicate a Tina.

    Beh, chi vince Pechino Express 5?

    Xu: Chi vince non lo sappiamo, e anche se lo sapessimo…Noi usciti dopo, non sappiamo niente di quello che è successo. Sento Sarcina, Cubeddu, ma non parliamo molto delle puntate. Spero arrivino in fondo i Socialisti, Cubeddu e Diego e Cristina.

    Pechino Express ha scelto di etichettare la vostra coppia come Emiliani. Secondo voi qual è il messaggio che il programma ha voluto dare?

    Carlos: Per un italiano medio, a prima vista non sembriamo emiliani, ma lo siamo. Siamo italiani. Un programma con questo timbro ironico ha voluto giocarci sopra, ma in realtà dovrebbe essere tutto normale.

    Xu: In certi posti trovi comunque discriminazioni. L’Italia sta crescendo tanto, ma deve ancora crescere da questo punto di vista. Ironizzare ha un effetto sulla maggior parte del Paese in cui ci troviamo. Sono cittadino italiano, ma so che molti non mi vedono come italiano finché non apro bocca.

    Una delle vostre più grandi passioni è il ballo. In che modo, nel programma, avete avuto modo di esprimervi attraverso la danza?

    Carlos: A volte abbiamo danzato per trovare alloggio, per rompere il ghiaccio e fare ciò che sappiamo fare. E’ ovvio che se da ballerino vai a fare Pechino Express è difficile che tu faccia vedere qual è il tuo mestiere.

    Xu: Il ballo lo usiamo come linguaggio, comunichiamo anche attraverso quello. L’abbiamo usato passeggiando davanti a una scuola di danza: se c’era aria di festa, eravamo i primi a buttarci nel mezzo, con o senza telecamere. A Pechino Express siamo concorrenti, come Sarcina è un cantante e Tina è la regina di Uomini e donne. Ognuno usa le proprie capacità e le carte migliori per cavarsela in questo gioco.

    Attualmente Pechino Express si sta scontrando con le dirette del Grande Fratello. Entrambi i programmi sono definiti reality, ma secondo voi che differenze ci sono tra il tipo di televisione fatta dal programma di RAI 2 e quello di Canale 5?

    Carlos: Non ho mai avuto occasione di guardare Grande Fratello, però più o meno so di che cosa si tratta. Pechino Express è una esperienza dove devi tirare fuori il carattere vero, sennò non riesci. A livello emotivo è una missione, un gioco. Per quel che so, (al GF, ndr) sei in una casa e devi convivere con la gente, sennò litighi.

    Xu: Sono completamente diversi. Uno è il salotto tipo dal parrucchiere, dove la cosa più entusiasmante è la stanza al buio e gli spaghetti che ti cadono addosso. A Pechino, invece, i giochi sono estremi e, nello scalare il vulcano, puoi rimanerci con un attacco di cuore. Io personalmente Grande Fratello non penso che lo farei mai, mentre in Pechino mi ci rituffo dentro anche ora, se la produzione mi richiama.

    Quest’anno Pechino Express, neanche a dirlo, si è aperto in uno studio televisivo. Che ne pensate di questa scelta?

    Carlos: Si capisce che è una gran presa per il cu*o… l’ironia di Costantino…in realtà, anche noi all’inizio ci siamo un po’ cascati, essendo nuovi in questo mondo non capivamo. Questo modo di fare alla fine è geniale.

    Xu: E’ ironia verso i programmi standard che iniziano con l’applauso. Pechino vuole essere avanti. La chiave è prendere in giro se stessi e i propri concorrenti. E lo stesso fa con le tradizionalistiche vie di comunicazione: studio televisivo, red carpet e noi che arriviamo come dei divi. Poi subito la filosofia e la politica di Pechino, che dice: ‘Bene, ora sono ca**i vostri. Avete tacchi? Il vestito da sera? Correte!’.

    Un aggettivo cattivo, e uno buono, per definire Costantino Della Gherardesca.

    Xu: E’ un paletto. Quando lo vediamo è fermo, inchiodato, nella stessa posizione ogni volta.

    Carlos: Mi sembra una persona molto tranquilla e solare. Può sembrare una persona rigida, invece credo sia tutto il contrario.

    C’è qualcosa che non vi ho chiesto ma che avreste voluto dirmi?

    Xu: Ciò che ci accomuna, oltre a essere ballerini, è la nostra crew diventata compagnia teatrale. Singolarmente ci vedete spesso in giro: due hanno partecipato a Italia’s got talent quest’anno, arrivando in finale e uno addirittura tra i primi tre. Quello che la gente non sa è che siamo tutti dello stesso gruppo.

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