Glee 5, Ryan Murphy ha pensato di chiudere la serie dopo la morte di Cory Monteith

Glee 5, Ryan Murphy ha pensato di chiudere la serie dopo la morte di Cory Monteith

Ryam Murphy, creatore di Glee, parla della morte di Cory Monteith e delle ripercussioni sulla serie

    Per la prima volta dopo la morte di Cory Monteith, parla il creatore di Glee, Ryan Murphy. Murphy, molto legato sia a Monteith che a Lea Michele, ha concesso una lunga intervista a E! in cui ha parlato di come sarà lavorare nella serie ora che l’attore protagonista non c’è più.

    In seguito alla morte di Cory Monteith, tutto il cast attuale di Glee si è chiuso in una specie di silenzio stampa autoimposto: gli attori non hanno rilasciato dichiarazioni, né a mezzo stampa né su Twitter (gli unici ad averlo fatto sono attori non più coinvolti nella serie), mentre è stato il network Fox a diramare le notizie sullo spostamento di una settimana della season premiere e sui cambiamenti nella produzione degli episodi. A rompere il silenzio ci ha pensato Ryan Murphy, creatore, sceneggiatore e dominus di Glee, che ha rilasciato una lunga intervista in cui ha parlato di come sarà affrontare la nuova stagione, sia dal punto di vista produttivo che da quello umano.

    Murphy ha confessato di aver seriamente preso in considerazione di chiudere la serie, e lo avrebbe fatto se Lea Michele glielo avesse chiesto: “Se Lea mi avesse detto ‘Non posso più farlo e non lo farò più’… per il rispetto che ho per lei come persona, avrei detto ‘OK’. Ma non è così che fa Lea… Sta cercando di proteggere le altre 500 persone colpite dalla sua morte [di Monteith, n.d.r.] che hanno mutui da pagare e famiglie da sostenere”. Murphy ci ha tenuto a sottolineare la forza della Michele in un momento così delicato: “Niente è stato messo in atto senza la benedizione di Lea… Non ho mai conosciuto nessun 26enne con la sua forza. Ha preso lei tutte le decisioni, il che non è per niente giusto… ma voglio che la gente sappia che nessuna decisione è stata presa senza pensare ‘Cosa vuole fare Lea?’. E questo è quello che vuole fare”.

    Murphy ha parlato anche del suo rapporto con Monteith e di come lui fosse stato tra i primi a prendere l’iniziativa per aiutarlo a superare il suo problema della tossicodipendenza. Proprio nel suo ufficio si era tenuto il primo intervento di gruppo per convincere Monteith ad entrare in un centro di recupero: Montieth voleva continuare a lavorare per paura di poter perdere il posto, ma era stato rassicurato da Murphy che la cosa che importava di più è che lui si curasse.

    Murphy è convinto che Monteith volesse davvero disintossicarsi: “Le ultime parole che mi ha detto sono state ‘Voglio stare meglio‘, e io ho sempre creduto, e ci credo anche ora che è morto, che lui volesse davvero combattere questa battaglia, ma dentro si sentiva umiliato e pieno di vergogna”.

    L’intervista si chiude con Ryan Murphy che spiega in maniera molto toccante come vorrebbe che Cory Monteith fosse ricordato: Cory somigliava molto al suo personaggio. Cory era nella prima scena di Glee che abbiamo girato… Dopo aver finito, venne da me e mi disse ‘Ci divertiremo’. Lui era così nella serie e sul set, era un vero leader. Era adorato dalla troupe. Credo che Cory assomigliasse molto a Finn perché Cory era sia un giovane artista che un outsider. Spero che venga ricordato così”.

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