Il governo Berlusconi ha giurato, iniziano i lavori della XVI Legislatura

Dopo un giorno e una notte di trattative Silvio Berlusconi è salito al Quirinale con la lista dei ministri in tasca

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    Il governo Berlusconi ha giurato, iniziano i lavori della XVI Legislatura

    Dopo un giorno e una notte di trattative Silvio Berlusconi è salito al Quirinale con la lista dei ministri in tasca e oggi alle 17 ha prestato giuramento. Il nuovo governo, che si compone a meno di un mese dalle elezioni, conta 21 ministri. In alto il giuramento ‘informale’ di Ignazio La Russa, oggetto di un ‘siparietto’ con il neo premier che ha finto di non volergli stringere la mano causa barba incolta.

    Nel salone della Vetrata del palazzo del Quirinale, dove questo pomeriggio si è svolta la cerimonia del giuramento del quarto governo Berlusconi, Giorgio Napolitano ha sottolineato che la chiarezza delle elezioni del 13 e 14 aprile gli ha permesso di avere con il neo premier ”scambi di opinioni preliminari e informali nello spirito dell’articolo 92 della Costituzione che implica un rapporto di limpida collaborazione, nel doveroso rispetto delle prerogative di ciascuno”.

    Dodici i ministri con portafoglio, nove senza e quattro le donne: Mariastella Gelmini (FI), Stefania Prestigiacomo (FI), Mara Carfagna (FI), Giorgia Meloni (AN), vicepresidente della Camera nella scorsa legislatura. In basso l’identikit della squadra di Governo del presidente del Consiglio della XVI legislatura, Silvio Berlusconi. Sottosegretario alla Presidenza Gianni Letta (FI), che ricoprì lo stesso incarico nel primo Governo Berlusconi, datato 1994. La Lega Nord ottiene quattro ministeri, due con portafoglio (Interni, Politiche agricole) e due senza (Riforme, Delegificazione). Stesso numero di ministeri e stessa proporzione anche per Alleanza Nazionale (Difesa, Infrastrutture, Politiche comunitarie, Politiche giovanili).

    Rivediamo in basso il momento della comunicazione alla stampa della lista dei ministri fatta da Berlusconi al termine dell’incontro definitivo con il Presidente della Repubblica, tenutosi nel tardo pomeriggio di ieri.

    L’età media dei ministri della XVI legislatura è di 50,4 anni, un governo orientato verso il Nord che conta 11 ministri mentre al resto d’Italia ne vanno 10. Tutto sommato corrisponde all’identikit del suo elettorato: Lombardia e Veneto se ne spartiscono 10, 1 solo (Scajola) Liguria e Piemonte. Silvio Berlusoni come sempre è ottimista: ”Ora possiamo riprendere il lavoro dopo due anni di interruzione. Siamo stati riguardosi nei confronti di tutti e credo che tutto sia a posto”.

    Ecco la lista nel dettaglio:

    Presidente del Consiglio: Silvio Berlusconi

    Interno: Roberto Maroni

    Esteri: Franco Frattini

    Giustizia: Angelino Alfano

    Difesa: Ignazio La Russa

    Economia: Giulio Tremonti

    Sviluppo economico: Claudio Scajola

    Politiche agricole: Luca Zaia

    Ambiente: Stefania Prestigiacomo

    Infrastrutture: Altero Matteoli

    Lavoro e Salute: Maurizio Sacconi

    Beni culturali: Sandro Bondi

    Istruzione, Università e Ricerca: Mariastella Gelmini

    Senza portafoglio:

    Riforme: Umberto Bossi

    Delegiferazione: Roberto Calderoli

    Rapporti con le Regioni: Raffaele Fitto

    Pubblica amministrazione e innovazione: Renato Brunetta

    Attuazione del programma: Gianfranco Rotondi

    Politiche giovanili: Giorgia Meloni

    Politiche comunitarie: Andrea Ronchi

    Pari Opportunità: Mara Carfagna

    Sul fronte dell’opposizione, Walter Veltroni ha invitato a “leggere bene” il risultato elettorale: “Il 47% degli italiani al Senato non ha votato per la maggioranza che si costituisce. Di questo è corretto che il governo sia consapevole”. In ogni caso il leader del PD ha confermato che a breve darà l’annuncio dello ”shadow cabinet” della minoranza. Il puzzle non è ancora composto ma le voci che per ora circolano vorrebbero come ministri ombra Pierluigi Bersani all’Economia, come anti-Tremonti, Piero Fassino per il ministero-ombra degli Esteri, Maria Paola Merloni alle Attività produttive, Maria Pia Garavaglia per il Welfare, Ermete Realacci per l’Ambiente.

    Marco Follini potrebbe andare alle Comunicazioni e Paolo Gentiloni dovrebbe ricoprire il ruolo di presidente della commissione di Vigilanza Rai. Per la Giustizia, per fare da ”ombra” ad Angelino Alfano, Veltroni starebbe pensando a Giuseppe Lumia, già presidente della commissione Antimafia, ma anche Antonio Di Pietro sarebbe disposto a ricoprire il ruolo. mentre come anti-Calderoli nel neonato ministero della ”delegificazione” potrebbe esserci Linda Lanzillotta.

    L’Udc, intanto, ha dichiarato di essere pronta a fare in Parlamento “una opposizione non ideologica” e dunque a votare con la maggioranza “provvedimenti in linea con il proprio programma”. L’Italia dei Valori annuncia una opposizione “determinata, importante, senza sconti, inflessibile” al governo appena nato”. Di Pietro ha annunciato iniziative legislative e referendarie, iniziative per difendere una “informazione plurale e trasparente”.