Giovanni Vernia è Casalecter: dopo Fabrizio Corona e Mika, l’ex Jonny Groove è pronto per la politica

Giovanni Vernia è Casalecter: dopo Fabrizio Corona e Mika, l’ex Jonny Groove è pronto per la politica

Giovanni Vernia è Gianroberto Casaleggio-Casalecter

    Giovanni Vernia è tornato più carico e più sorprendente di sempre. Dopo aver indossato i panni di Mika sul palco di Zelig, ha avverato la nostra previsione: si è cimentato con la satira. Il comico genovese si è trasformato, infatti, in Gianroberto Casaleggio, braccio destro di Beppe Grillo e deus ex machina del M5S. Vernia ambienta il suo sketch nel bunker milanese di Casaleggio, sapientemente soprannominato Casalecter, che subito riporta con la mente a Il Silenzio degli Innocenti, film cult del 1991 con Anthony Hopkins, protagonista nei panni, appunto, di Hannibal Lecter.

    Parrucca, occhiali da vista, cappellino, volto gelido e impenetrabile, Giovanni Vernia – Casalecter fa il salto che da tempo avevamo preventivato. Nel video, pubblicato qualche giorno fa sul sito de L’Espresso, Vernia riadatta il celebre dialogo tra Hannibal Lecter e Clarice Starling – Jodie Foster , riscrivendo le battute del film e introducendo riferimenti ora al Pd ora alla figura di Beppe Grillo. Il dialogo surreale, ma credibile tra Casalecter e l’inviata di Ballarò-Clarice introduce agli spettatori un Casaleggio-Hannibal freddo e cosnsapevole del proprio potere.


    ‘Lei è descritto come il guru, la mente occulta del Movimento, colui che manovra tutto nell’ombra e impone le sue decisioni’,
    afferma Clarice. L’impavido Casaleggio risponde: ‘Io non impongo niente, siete voi giornalisti, zombie che camminano, che continuate a dire queste storielle; nel movimento è la rete che decide e lo fa sul blog, scegliendo sempre fra due democratiche opzioni: sì, sono d’accordo, no, non sono d’accordo e quindi vengo espulso e insultato pubblicamente’. Anche nei confronti di Beppe Grillo il temibile Casalecter si mostra lucido e distaccato, tanto da riattaccare alle sue telefonate. ‘Mi perdoni’, prosegue Clarice, ‘ma Lei lo tratta così?’, la risposta di Vernia-Casalecter è diretta e stupefacente: ‘Certo, Clarice, siamo in democrazia, Clarice, e in democrazia si ascolta e si obbedisce al padrone!’.

    A proposito di Grillo, è giusto sottolineare l’ironia con cui l’ormai ex comico genovese – concittadino di Vernia – è introdotto da Casalecter: la musica di Pierino contro tutti, non esattamente la colonna sonora de Il Gladiatore o simili! L’intervista surreale si conclude con una celeberrima battuta de Il silenzio degli Innocenti riadattata al contesto: ‘Ora mi devi scusare, Clarice, ma sto per avere un vecchio amico per cena (Beppe Grillo, ndr): ho preparato un piatto di fave e una bottiglia di buon Chianti’.

    Che Giovanni Vernia fosse pronto per la satira politica lo avevamo sospettato in occasione della sua performance a Zelig nei panni di Mika, ma che pensasse di riscrivere il personaggio di Casaleggio sulla falsariga di Hanibal Lecter un po’ sorprende. Che sia l’inizio di un nuovo percorso artistico, sulla scia di quello segnato da Maurizio Crozza (scoperto anche lui in un programma comico, Mai Dire Gol)? I presupposti sembrano esserci tutti.

    Sulla prossemica di Vernia avevamo già scritto in occasione del duetto con Marco Mengoni nell’edizione 2013, quello che ci sentiamo di aggiungere adesso è che sicuramente è pronto per indossare panni diversi e più impegnativi; quel che ci auguriamo, però, è che continui a divertirci con le sue riuscitissime imitazioni di Mika, Fabrizio Corona e altri personaggi dai quali è capace di rubare movenze, spirito e atteggiamento. A proposito di Fabrizio Corona, la scorsa settimana è tornato sul palco di Zelig 2014 con un divertente – e intelligente – sketch sull’ex agente di fotografi, attualmente detenuto nel carcere di Opera; ancora una volta, Vernia ha posto l’accento sul personaggio, non tralasciando, però, l’attualità, facendo riferimento alla richiesta di grazia e alle accuse che Corona ha spesso rivolto alla magistratura, ma non solo: Giovanni-Fabrizio, infatti, ha citato Schettino, l’eternit, Marchionne e il 41bis. Il tutto sempre condito da una scrittura leggera, ma intelligente, che arriva, fa ridere e anche riflettere. Prenderà il posto lasciato libero da Maurizio Crozza a Ballarò?

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