Giovanni Falcone e Paolo Borsellino: film tv e fiction sugli eroi antimafia

Giovanni Falcone e Paolo Borsellino: film tv e fiction sugli eroi antimafia

Giovanni Falcone e Paolo Borsellino: film tv e fiction sugli eroi antimafia per commemorare la strage di Capaci e di via d'Amelio

    Sono passati 22 anni dalla morte dei due giudici eroi Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, ma la tv non li ha dimenticati: sono molti i film tv e le fiction dedicati ai due magistrati siciliani, uccisi a distanza di poco tempo dalla mafia: il primo fu assassinati con la moglie Francesca Morvillo e alcuni uomini della scorta nella strage di Capaci ad opera di Cosa nostra, che poi colpì anche il secondo assassinandolo, con alcuni uomini della sua scorta nella strage di via d’Amelio. Ma ecco i film, le serie tv e le fiction dedicate a Falcone e Borsellino.

    Paolo Borsellino

    Paolo Borsellino miniserie tv

    Miniserie televisiva trasmessa originariamente nel 2004 da Canale 5 in due puntate della durata complessiva di tre ore e venti minuti, racconta dodici anni di vita – dal 1980 al 1992 – del pool antimafia dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino che, guidati da Rocco Chinnici prima e da Antonino Caponnetto poi, tentarono una disperata quanto vana lotta contro la mafia. Diretta dal regista Gianluca Maria Tavarelli, vedeva nel cast Giorgio Tirabassi (Borsellino) ed Ennio Fantastichini (Falcone).

    Giovanni Falcone, l’uomo che sfidò Cosa Nostra

    Falcone l’uomo che sfidò Cosa Nostra

    Trasmessa originariamente da Rai Uno nel 2006 – e riproposta ciclicamente da allora – la fiction vede protagonista Massimo Dapporto nel ruolo di Falcone e racconta gli oltre dieci anni della lotta condotta dal giudice contro la mafia a Palermo. Inizia nel 1980, quando Giovanni Falcone è da pochi mesi giudice istruttore a Palermo, e segue le vicende che condurranno alla sua morte, nel 1992. Non manca un approfondimento sugli altri morti per mano della mafia – da Basile a Costa, a Chinnici a Cassarà, amici e colleghi del giudice siciliano – ma anche sulla vita sentimentale del personaggio: a dare il volto a Francesca Morvillo è Elena Sofia Ricci, mentre Emilio Solfrizzi è Paolo Borsellino.

    Il capo dei capi

    Il capo dei capi

    Il capo dei capi (2007) è una miniserie televisiva Mediaset in sei puntate che racconta la storia del noto boss corleonese di Cosa Nostra Salvatore Riina, alias Totò u Curtu (Claudio Gioè); la vita di Riina è raccontata dal 1943 al 1993, anno di inizio della fiction. Dopo la cattura, Riina riceve la visita di un poliziotti, il suo amico d’infanzia Biagio Schirò (Daniele Liotti), ricordando gli inizi della sua adolescenza difficile fino ad arrivare al vertice di “Cosa Nostra”. Non mancano riferimenti ai martiri che hanno combattuto la mafia fino alle estreme conseguenze, dal questore Mangano al generale Dalla Chiesa, ai giudici Falcone e Borsellino, fino al gruppo del Capitano Ultimo, l’uomo che ha arrestato Riina.

    L’ultimo Padrino

    L'ultimo padrino

    L’ultimo padrino (2008), da molti considerato il sequel de Il capo dei capi, racconta l’ultimo periodo di latitanza di Bernardo Provenzano (Michele Placido), l’ultimo conosciuto capo dei capi di Cosa Nostra (Provenzano è succeduto nel 1993 a Totò Riina) che è stato arrestato nel 2006.

    Paolo Borsellino – I 57 giorni

    Luca Zingaretti è Paolo Borsellino ne I 57 giorni

    Film tv trasmesso dalla Rai nel 2012 racconta, come da titolo, i 57 giorni che separano la morte di Giovanni Falcone da quella di Paolo Borsellino (Luca Zingaretti): il 23 maggio 1992 Giovanni avrebbe dovuto Paolo per festeggiare la sua nomina alla ”Superprocura” e (non solo per questo) il sopravvissuto cerca di capire capire cosa c’è dietro alla morte dell’amico/fratello, consapevole che anche per lui i giorni sono contati.

    Vi perdono ma inginocchiatevi

    Vi perdono ma inginocchiatevi

    Film tv trasmesso da La7 nel 2012, narra della vita dei tre poliziotti della scorta del giudice Falcone (Vito Schifani, Antonio Montinaro e Rocco Dicillo, interpretati da Vito Di Bella, Francesco Venditti e Lorenzo Roma) e dei loro familiari.

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