Giorgio Panariello a Sanremo 2015 imita Renato Zero ed elogia Conti ‘uomo della conciliazione’

Giorgio Panariello a Sanremo 2015 imita Renato Zero ed elogia Conti ‘uomo della conciliazione’

Giorgio Panariello al Festival di Sanremo 2015 si esibisce con un'imitazione di Renato Zero ed un monologo

    Dopo la performance di Virginia Raffaele nella quarta serata la finale di Sanremo 2015 trova la sua chiosa comica con il ‘superospite’ comico Giorgio Panieriello. L’attore toscano nonché fraterno amico del conduttore Carlo Conti ha dato sfoggio dei suoi pezzi forti: l’imitazione di un bizzarro Renato Zero ed il monologo a tutto tondo sull’attualità italiana che spazia dallo spettacolo alla politica passando per la cronaca. Nulla di scoppiettante o particolarmente entusiasmante per essere sull’ambitissimo palco di Sanremo, eppure con poche trovate e qualche freddure il comico si è portato a casa un’esibizione applauditissima e un premio speciale direttamente dal comune di Sanremo.

    L’ingresso di Panariello è nei panni di Renato Zero in versione San Valentino con cuoricini sull’abito e Cupido in testa. Tutt’altro che sobrio, dopo un’esibizione canore il Panariello-Sorcino saluta il pubblico: ‘Buon San valentino, in tempo di crisi la parola d’ordine è semplicità‘. Una volta liberatosi dalle impalcature da Renato Zero, Panariello torna in borghese per invocare l’applauso a Sanremo per Conti chiamandolo Calimero, un vero amico da oltre trent’anni che lo ha voluto al Festival a tutti i costi: ‘I superospiti sono altri, come la Theron, Smith e Antonacci… A proposito Biagio ma si può dire a una donna sotto San Valentino io ti penso raramente? Io risponderei io te la do saltuariamente‘. E dopo tocca a Carlo Conti: ‘E’ l’uomo della conciliazione: ha fatto fare pace tra Russia e Ucraina, deve far riappacificare la Merkel con Tsipras. Lui ha detto noi la Troika non la aghiamo, Berlusconi è intervenuto dicendo che si devono pagare sempre‘. Ma le provocazioni sono all’indirizzo di Renzi: ‘Ringrazia chi ti ha messo qua, cioè Renzi, lo conosciamo da quando eravamo piccoli a scuola, era già preside‘.

    Dalla politica alla società il passo è breve e Panariello scomoda addirittura la Divina Commedia: ‘Dante è stato l’unico a concludere una grande opera in Italia‘. Tutto è funzionale per passare ai 7 vizi capitali come la classifica di Sanremo ed alle grandi contraddizioni come la spropositata condanna a corona e l’altrettanto clamorosa sentenza su Schettino che non arriverebbe all’inferno dantesco facendo ribaltare il traghetto di Caronte.

    Fin troppo rapida è la carrellata sui mali italiani che fa Panariello – i mafiosi che non si troano mai, gli inchini della Madonna davanti alle loro case nelle processioni: ‘La fede, la speranza, la carità e la giustizia, sono queste le cose che fanno grande un paese‘. E per lui arriva un Leoncino speciale salutato dall’immaginario tweet di Renzi a Conti: ‘Il Festival lo farai anche tu il prossimo anno, Carlo stai sereno‘.

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