Gigi Vesigna, intervista choc dell’ex direttore di Sorrisi: si svelano i segreti incofessabili della tv, da Sanremo a Bongiorno

Gigi Vesigna, intervista choc dell’ex direttore di Sorrisi: si svelano i segreti incofessabili della tv, da Sanremo a Bongiorno

    BERLUSCONI GIGI VESIGNA

    Intervista davvero choccante quella rilasciata da Gigi Vesigna, storico direttore di Tv Sorrisi e Canzoni, e pubblicata oggi su Il Giornale. Uno dei ‘grandi vecchi’ della tv, recentemente visto alla cerimonia di premiazione della 52ma edizione del Premio Regia Televisiva, racconta la sua verità su personaggi ed eventi della nostra tv e non risparmia nessuno, dai ‘trucchi’ usati a Sanremo agli scheletri nell’armadio dei personaggi tv più amati. Infuria la bufera.

    Dai presunti ‘magheggi’ usati per far vincere Valerio Scanu – ‘amico’ di Maria De Filippi – a Sanremo 2010 ai danni di Pupo, diventati anche oggetto di una vertenza giudiziaria, alla presunta vittoria di Noemi contro Emma nell’ultima edizione del Festival (capovolta dal televoto), passando per i retroscena su personaggi tv di ieri e di oggi: arrivato a festeggiare i suoi primi 80 anni, Gigi Vesigna apre l’archivio dei ricordi a Il Giornale e ne vien fuori di tutto un po’. Se di Sanremo 2010 abbiamo parlato in un articolo dedicato, vale la pena però approfondire gli altri ‘spunti’ di discussione offerti dall’ex direttore di Sorrisi, che di certo qualche ‘segretuccio’ inconfessabile della tv italiana lo conosce.

    Si parte soft, con la conferma della comune data di nascita delle Kessler (20 agosto 1936), a lungo sospettate di non essere gemelle: del resto quello dell’inserimento dell’età e delle date di nascita dei vip nelle didascalie delle foto è un ‘copyright’ tutto suo, che ha fatto scuola. ‘Ero stufo di sentirmi chiedere in casa: “Ma quanti anni ha quella lì?”. Così, per evitare rotture di balle, mi misi a scriverlo sul settimanale‘, racconta Vesigna, che di certo si è attirato l’odio di molte signore del mondo dello spettacolo.

    Ma dall’alto della sua esperienza può concedersi di tutto un po’, anche affermare di non sopportare la tv urlata: fin qui nulla di nuovo, né di originale, soprattutto se si fa riferimento al Grande Fratello 12 o all’Isola dei Famosi. Leggere però che ‘gira la testa dall’altra parte‘ di fronte a L’Arena di Massimo Giletti un po’ di effetto lo fa. Definisce quindi ‘masochista’ la Rai che ha scritturato Celentano per Sanremo 2012: ‘Lì c’è tutto un giro… – spiega Vesigna – Hanno messo in mezzo Gianni Morandi e poi fa tutto ‘sto Mazzi che ha lavorato nel Clan del Molleggiato. Io dico solo che un minimo di elasticità, in un contratto del genere, lo devi mantenere. Altrimenti diventa dogma. Lui ha preteso il dogma. Fosse stato almeno divertente. Ci hanno costretti a parlare di Celentano prima per capire che cosa avrebbe detto e poi per capire che cosa aveva detto‘.

    Piuttosto va giù pesante sul Sanremo, soprattutto degli anni scorsi, raccontando le dinamiche che portavano al vincitore, che spesso il suo settimanale presentava in anteprima: ‘Parliamoci chiaro: lo scandalo vero è che a Sanremo si sono sempre comprati i biglietti dei posti dove sedeva il pubblico che votava le canzoni. Venivano sorteggiate alcune file del teatro. La gente seduta su quelle poltrone decideva il vincitore.

    Perciò i discografici si accaparravano i biglietti per avere più possibilità di far votare le proprie canzoni in concorso‘. Derive figlie di un’esagerazione alimentata nel tempo verso Sanremo, nato come una sorta di animazione e trasformatosi in un evento ‘socio-politico’. Come ricorda Vesigna, ‘era cominciato come una semplice cena allietata dalle canzonette di tre soli interpreti e guarda che razza di ambaradan è diventato. Mentre i cantanti si esibivano, gli spettatori seduti davanti mangiavano e i camerieri urlavano: “Un risotto al 5, una bistecca al 3″. È da lì che nacque il famoso saluto del presentatore Nunzio Filogamo: “Cari amici vicini e lontani”. L’hanno interpretato come una benedizione urbi et orbi. Invece era il suo benvenuto agli avventori che cenavano in prima fila e a quelli che sorseggiavano drink nell’ultima‘.

    Restando a Sanremo, elegge migliore conduttore Mike Bongiorno, che dipinge come un vero ‘animale da telecamera’: ‘Addirittura una volta riuscì a tirare dritto nonostante una spettatrice fosse morta in studio durante un suo programma. Quando Mike vedeva accendersi la lucina rossa sulla telecamera, diventava un’altra persona, si estraniava dal mondo, non conosceva più nessuno‘, dice Vesigna. La famiglia Bongiorno replicherà?

    Spazio quindi ai suoi rapporti con Berlusconi, ai ‘fasti’ del Telegatto al Papa, alle tirature record dei suoi Sorrisi. Nella tv di oggi, che ritiene ormai ‘deteriorata in modo imbarazzante‘, non sopporta Santoro e Floris. Sul primo non mancano gli aneddoti: ‘È capitato che Michele Santoro venisse inserito dal pubblico nelle terne dei candidati al Telegatto ma poi rimanesse a bocca asciutta. Andava su tutte le furie: “Possibile che abbia vinto ancora Biagi? Sei sicuro?”. Come sarebbe a dire se sono sicuro? Oh, non è mica un sondaggio di Renato Mannheimer. Mettevamo dentro il settimanale una cartolina già affrancata e i lettori ce ne spedivano due milioni col loro voto. Santoro veniva alla festa di assegnazione ed era sempre incazzato nero perché la gente premiava Biagi‘. Di Floris non sopporta il sorriso, che giudica finto: ‘Non capisco se sorride perché è contento o perché ha una paresi. Sfodera un sorriso finto. Bada, non c’entra la politica. È la sua spocchia a indispormi‘.

    Insomma, Vesigna ha la possibilità di togliersi un paio di ‘soddisfazioni’: certo, alcune sue ‘rivelazioni’ non sono proprio delle novità, piuttosto è il piglio – diremmo la scioltezza – con cui commenta la tv di oggi e di ieri, senza farsi troppe remore sulle conseguenze, a colpire. Del resto a 80 anni c’è da raccontare e si ha tutto il ‘prestigio’ necessario per poter dire quel che si vuole.

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