Giffoni Experience, i vincitori delle sezioni Elements +6 e +10

Giffoni Experience, i vincitori delle sezioni Elements +6 e +10

Primi verdetti a Giffoni Experience: ieri i giurati delle sezioni Elements +6 ed Elements +13 hanno decretato i lungometraggi e i cortometraggi vincitori: trionfa per i più grandicelli A Time To Love, film iraniano firmato da Ebrahim Forouzeh che svela la reale situazione dei disabili in Iran: un film decisamente in linea con il tema di quest'anno, il Tabù, che ha toccato il cuore dei giurati dai 10 ai 12 anni

    Primi verdetti a Giffoni Experience. Ieri i giurati delle sezioni Elements +6 ed Elements +10 hanno decretato i lungometraggi e i cortometraggi vincitori: trionfa per i più grandicelli A Time To Love, film iraniano firmato da Ebrahim Forouzeh che svela la reale situazione dei disabili in Iran. Un film decisamente in linea con il tema di quest’anno, il Tabù, che ha toccato il cuore dei giurati dai 10 ai 12 anni.

    Quando ho letto il verdetto mi sono commossa. Ero conscia della forza del film, ma vederlo premiato dai giurati di Giffoni mi ha emozionato. Questi ragazzi sono straordinari“: così Antonia Grimaldi, vicedirettore artistico di Giffoni Experience (cui dedicheremo un’ampia intervista quanto prima) ha commentato la vittoria di A Time To Love nella sezione lungometraggi di Elements +10, che raccoglie i giurati tra i 10 e i 12 anni. Un film toccante incentrato sulla storia di Babak, bimbo disabile figlio di genitori benestanti, che vive nella condizione di ‘cocco di casa’ fin quando non nasce il fratellino Afshin. A quel punto per lui la vita cambia, trasformandosi in un inferno di segregazione per non imbarazzare il fratello sano. Sarà un amico del fratellino, che si imbatterà casualmente in lui giocando a nascondino, ad aiutare Babak a uscire dalla sua gabbia. Una situazione non tanto diversa da quella che fino a qualche anno fa (talvolta ancora oggi) caratterizzava alcune zone del nostro Paese.

    Un film di certo non facile, espressione perfetta dei tabù che ancora legano le nostre società, per il quale però il regista non ha avuto difficoltà a reperire fondi nel suo Paese: “Non ci sono ostacoli per reperire fondi per film che trattano di tematiche sociali – ha detto Ebrahim Forouzehdiverso è il discorso per i film che parlano di politica” puiù difficili da portare a termine senza la censura del regime iraniano.

    Oltre a vincere il Grifone d’Oro assegnato dalla giuria ufficiale quale miglior lungometraggio in concorso, A Time to Love si è portato a casa anche il riconoscimento attribuito dal pubblico che ha assistito alle repliche dei film in concorso: un’occasione per estendere l’esperienza del Festival anche a quanti non sono riusciti ad entrare in giuria, ma che hanno potuto godere del lavoro di selezione fatto dalla direzione artistica, guidata da sempre da Claudio Gubitosi.

    Continuiamo con il palmarés di questa prima settimana di festival dedicata ai più piccoli (da ieri sono invece iniziati i lavori per le giurie Generator +13 e +16), procedendo con i premi assegnati da Elements +10, che ha eletto miglior cortometraggio Il Mio Ultimo Giorno di Guerra del ventenne Matteo Tondini: al centro del corto, ambientato durante la Seconda Guerra mondiale, un giovane contadino che improvvisamente si ritrova al centro di una strada presidiata da un lato da due soldati tedeschi, dall’altro da due americani.

    Gli Elements +6, ovvero i bambini tra i 6 e i 9 anni, hanno decretato vincitore tra i lungometraggi Carlitos e the Chance of a Lifetime del regista spagnolo Jesus Del Cerro, che ha ottenuto anche il riconoscimento del pubblico. Carlitos, un orfano di 12 anni, sogna di diventare un grande calciatore. Quando scopre che la Federazione Spagnola cerca nuovi talenti per la nazionale che dovrà partecipare ai prossimi Campionati Europei Junior, il ragazzo spera di realizzare il suo sogno. Sfortunatamente il direttore dell’orfanotrofio, il Signor Hipolito, non sembra interessato alle grandi ambizioni dei bambini di cui è responsabile e non permette a Carlitos di partecipare alla selezione. Tuttavia il ragazzo ha tanti amici e due preziosi alleati: il custode dell’Istituto, Diego, che da 35 anni vive nell’istituto ed è un grande calciatore, e Maite, la bella nutrizionista che Diego ama in segreto. Con il loro aiuto Carlitos riesce ad entrare nella squadra spagnola ma Hipolito sospetta che qualcosa di insolito stia accadendo.

    Il premio per il miglior cortometraggio, invece, è andato a Fishing with Sam, corto d’animazione norvegese ambientato al polo nord che ha per protagonista un orsetto bianco alle prese con la necessità di inventarsi nuovi sistemi di pesca per riuscire a catturare le sue prede.

    La qualità della giuria, e anche del pubblico, di Giffoni Experience non si smentisce: ora tocca ai più grandi, che dovranno essere all’altezza dei loro ‘infanti’ colleghi.

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    Festival di Sanremo 2017

     
     
     
     
     
     
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