Giass con Luca e Paolo sfiletta Antonio Ricci: flop, satira a metà e comici da cornice

Giass con Luca e Paolo sfiletta Antonio Ricci: flop, satira a metà e comici da cornice

Giass di Antonio Ricci con Luca e Paolo su Canale5

    Tele(r)a-comando! Giass con Luca e Paolo continua a floppare; il nuovo programma di Antonio Ricci su Canale5 ha avuto pochi risultati per quanto riguarda l’Auditel, anche dopo lo spostamento dalla domenica al martedì. Ora la domanda è una: lo show del Biscione meriterebbe una seconda edizione? Al voi l’ardua sentenza. Intanto, per non farsi mancare niente, ospite di questa sera – 8 aprile 2014 – la regina delle faccette, Barbara D’Urso, emblema di un progettino da prima serata, per un programma che, dopo sole quattro puntate, appare già in via d’estinzione?

    Nei programmi che avrebbero bisogno di una seconda chance è sempre così: gli ascolti stanno a metà tra il dramma e l’opportunità, la confezione va migliorata, i contenuti hanno intuizioni discrete che vengono quasi mai sfruttate. Giass, ad oggi – togliete dal giudizio la prima puntata -, è questo: un programma che non ha il fascino del format e che pecca, sostanzialmente, di scelte televisive sbagliate, su cui si poteva lavorare – e si doveva – maggiormente, in quanto a collocazione nel palinsesto, costruzione, idee, senza che i comici – sparsi qua e là – diventassero, da cornice che poteva funzionare, a centro spietato non da prima serata. E vai con la centrifuga!

    Va a finire che il mondo comincerà a dividersi in due: quelli che guardano i «Cugini merda», noto personaggio in coppia di Luca e Paolo, e quelli che non hanno proprio intenzione di curiosare su Canale5, per assistere alla grande, grandissima comicità di Giass. Il dato Auditel della prima puntata avrebbe smentito entrambe le vedute, ma nessuno pare essersene accorto: più di 3 milioni di telespettatori si sono radunati davanti al teleschermo perché si aspettavano novità, satira pungente e, non ultimo, il guizzo autoriale di Antonio Ricci, padre di Drive In e Striscia la notizia.

    Per il flop, si vuole dare la colpa a partite di calcio, serie tv dell’altro mondo, collocazioni storicamente scomode per il Biscione, ma la verità è che Giass non è un format, né tanto meno un programma che ha delle basi solide: spesso infatti la promessa di una satira pungente ed invasiva lascia invece il posto ad una comicità demenziale (la troupe dei comici di Colorado appare ben in vista), ad una satira parziale e fine a se stessa – lo spunto intelligente su Laura Boldrini si perde nella ripetizione senza innovazione e attualità politica (come fa Maurizio Crozza, invece) -.

    Cosicché, dopo una prima puntata – incomprensibile dal punto di vista della confezione del prodotto e di un subliminale talent show tra macroregioni italiane (Nord, Centro e Sud) -, la comicità, che da cornice viene spolpata in prima serata – non senza effetti stabili -, appare l’unica soluzione per risollevare gli ascolti. Anche se, qualche speranza, o piacevolezza che dir si voglia, stasera pare esserci stata: da Alessandro Bazzoni, col personaggio di Baz, e i monologhi uomo-donna di Debora Villa, come Nino Formicola nel personaggio del cieco (una delle novità in scena, dopo la scomparsa dell’amico-collega Zuzzurro).

    In verità si vorrebbe nascondere un décalage autoriale evidente che, se da un lato si è accorto non troppo tardi di alcuni testi scritti – non proprio piacevolissimi – (che nemmeno quelli di Gigi D’Alessio nello show con Anna Tatangelo!), dall’altro nasconde, dietro la comicità, un deficit di idee che, a maggior ragione, da Antonio Ricci proprio non ti aspetti, mentre Canale5 ritira la fiducia pure ai grandi (citofonare la prima serata di Barbara D’Urso, tanto che stasera, ospite di Luca e Paolo, ha condotto lei i primi cinque minuti del programma, evidentemente nostalgica?). Qui, infatti, l’ipotesi per lei dell’Isola dei Famosi 10.

    La giuria – presidente Andy Luotto tra immigrati in studio – soffre di un “palettismo” inutile dove tutto, nell’era dei talent, deve avere una classifica: persino un racconto che, se impostato meglio, avrebbe volentieri ragionato più sui contenuti che sulla forma.

    Evidentemente, tra meccanismi e rubriche, funziona poco.

    Fatte salve, più di altre, le Cartoline di Virginia Raffaele, fin’ora alle prese con Nicole Minetti, Francesca Pascale, Sabrina Ferilli e – non ultima, per comicità – la criminologa che si divide tra Rai e Mediaset, Roberta Bruzzone. A queste si possono aggiungere La Grande Bellessa (i monumenti più brutti d’Italia) e Capitale Umano che, però, sa di già visto. Oltre a Presunti innocenti e Ho spiumato un milionario, che guarda più “all’estero” che in casa propria, ma questa è un’altra storia. L’esperimento più interessante è sembrato quello di Saranno Sorrentini, in particolare i The Jackal con Gay Ingenui.

    Durante la puntata di stasera, 8 aprile 2014, a commento di un servizio mandato in onda, dal titolo I Rintronati, tra cui viene riportato anche Emanuele Filiberto, Pino Caruso ha detto:

    «La natura difende gli imbecilli dalla consapevolezza di esserlo».

    Come dargli torto? Giass: ghiaccio bollente o burro sciolto alla prima edizione? Quando esiste uno spazio di satira è sempre triste quando chiude o quando non si dimostra all’altezza delle aspettative. Una cosa è certa: a Mediaset la satira non è così comune.

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