Gianni Riotta ritira dal palinsesto Tv7 per protesta verso le lungaggini del prime time

Gianni Riotta ritira dal palinsesto Tv7 per protesta verso le lungaggini del prime time

Gianni Riotta ritira dal palinsesto Tv7 per protesta verso le lungaggini del prime time

    Fabrizio Del Noce e Gianni Riotta divisi da Tv7

    Il direttore del Tg1, Gianni Riotta, ha annunciato che la puntata di Tv7 prevista per venerdì 1° febbraio non andrà in onda. Il motivo? “Il prolungamento della prima serata avrebbe comportato la messa in onda del settimanale del Tg1 in un’ora inaccettabile rispetto agli ascolti e alla fruizione dell’approfondimento giornalistico, ben oltre l’orario previsto dal palinsesto”. E per frenare la deriva della prima serata alle 22 Alessandra Comazzi da La Stampa chiama in causa il Commissario Rex alla maniera del Gigante Buono: “Rex, pensaci tu!“.

    Aria sempre più tempestosa tra la Rai e le testate giornalistiche: qualche giorno fa abbiamo parlato delle reazioni del Tg1 e del Tg2 al nuovo piano editoriale e a quello industriale di Viale Mazzini, oggi arriva la notizia del preallarme lanciato dal direttore del Tg1, Gianni Riotta, intenzionato a non mandare in onda Tv7 con la benedizione di tutto il Comitato di Redazione, che affonda se sue radici proprio nello scontento per la decisione del piano editoriale di ridurre il peso dell’informazione nella “nuova” Rai.
    Il CdR, infatti, nel comunicato diffuso ieri sera, ”ritiene inaccettabile che l’Azienda permetta il determinarsi di condizioni tali (lo sforamento del programma di prima serata, n.d.r.) da spingere il Direttore ad una decisione di tale gravità. E’ un attacco diretto all’impegno di approfondimento giornalistico che il Tg1 ha sempre assicurato con puntualità e rispetto dei doveri di servizio pubblico. Si vuole chiudere anticipatamente Tv7? L’episodio e le modalità con le quali si produce autorizzano a ritenere che l’Azienda intenda anticipare quel piano editoriale approvato dal Consiglio di Amministrazione, che mortifica l’informazione e prevede la soppressione, tra l’altro, proprio dei due settimanali di approfondimento del Tg1, Tv7 e Speciale”.
    In chiusura di nota, inoltre, il CdR rinnova l’intenzione di proclamare i tre giorni di sciopero per protestare contro l’approvazione del piano editoriale.

    Il direttore di RaiUno, Fabrizio Del Noce, che secondo quanto riportato da Riotta e dal CdR avrebbe avvertito la redazione dello sforamento del programma di prima serata, ovvero Uomo e Gentiluomo di Milly Carlucci, smentisce categoricamente di aver mai parlato con Riotta e lo fa sempre a mezzo stampa. Nel suo comunicato Del Noce smentisce anche “che siano state prese decisioni in merito alla lunghezza del programma di prima serata, la cui durata deve per regole aziendali rispettare i tempi previsti. Come è noto eventuali sforamenti devono essere aziendalmente concordati e autorizzati”.

    Le due posizioni non si conciliano, è evidente, così come è evidente che Riotta stia facendo la voce grossa non solo per gli slittamenti di palinsesto, ma soprattutto per difendere l’operato della propria redazione dagli “attacchi” del piano industriale.

    Quello della prima serata continuamente posticipata è però un problema serio, che si è aggravato con la messa in onda di Viva Radio2 Minuti: Striscia la Notizia aspetta che Fiorello termini per partire e aspetta I Soliti Ignoti per finire. Risultato: l’inizio dei programmi di prima serata oscilla tra le 21.45 e le 22, orari da seconda serata.

    Alessandra Comazzi, critico tv de La Stampa, ha pubblicato un articolo molto carino in cui prende come riferimento Il Commissario Rex, iniziato giovedì molto tardi nonostante sia rivolto ad un pubblico familiare e sia particolarmente amato dai bambini. Ha protestato anche Kaspar Capparoni, protagonista con il commissario a quattro zampe della nuova serie, che ha commentato: “Nel resto d’Europa va in onda un episodio di 50 minuti per volta. Così lo possono seguire anche i bambini e si chiude con il desiderio di vederlo ancora”. In Italia, invece, il pubblico è ormai solo un numero da calcolare sulle tabelle dell’Auditel.

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