Gianmarco Tognazzi: “Ritiro il premio Giffoni, ma sono solidale con Favino”

"Ritiro il premio Giffoni Experience 2009 per rispetto ai ragazzi della giuria, ma sono solidale con PierFrancesco Favino e condivido la sua decisione di non ritirare il premio al RomaFictionFest: è assurdo tagliare i fondi cultura, principale risorsa del nostro Paese": così parlò Gianmarco Tognazzi, che oggi è giunto a Giffoni Valle Piana (SA) per incontrare i giurati del Festival

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    Ritiro il premio Giffoni Experience 2009 per rispetto ai ragazzi della giuria, ma sono solidale con PierFrancesco Favino e condivido la sua decisione di non ritirare il premio al RomaFictionFest: è assurdo tagliare i fondi cultura, principale risorsa del nostro Paese“: così parlò Gianmarco Tognazzi, che oggi è giunto a Giffoni Valle Piana (SA) per incontrare i giurati del Festival.

    Gianmarco Tognazzi coglie immediatamente l’occasione di mostrare la propria solidarietà al collega ed amico Pierfrancesco Favino che qualche giorno fa, alla cerimonia di premiazione del RomaFictionFest, si è rifiutato di ritirare il premio come miglior attore protagonista per Pane e Libertà in segno di protesta per la decisione di tagliare i fondi destinati allo spettacolo, i FUS. “La mia non è politica – precisa Tognazzi – ma un modo per rispettare quello che abbiamo: l’Italia ha il 70% del patrimonio culturale, non possiamo ridurre proprio i finanziamenti alla nostra risorsa principale. Se si trattasse di petrolio non faremmo mai una cosa del genere. E’ un momento difficile per l’arte in Italia, e rischia di soffrirne in maniera particolare il teatro: ma ho accettato di venire e di ritirare il premio per rispetto ai ragazzi che me lo hanno assegnato“. “Non credo molto nei premi – ha continuato Tognazzi – ma so che questo è un premio onesto, disinteressato perché viene da giovanissimi, non condizionati da sovrastrutture e pregiudizi. Per questo lo accetto volentieri: ai giovani è affidata la speranza di poter cambiare le cose“.

    La situazione in effetti non è rosea: “Si produce meno, anzi poco, e anche per i giovani che vogliono intraprendere questa carriera ci sono minori possibilità di emergere. Ormai di spettacolo è difficile vivere, non ce la fai a sostenerti: è quasi un hobby“, sottolineando come sia complicato riuscirne ormai a farne la propria attività principale se non hai una famiglia alle spalle che può garantirti una certa solidità economica. Un po’ come avviene per la ricerca scientifica, ci permettiamo di commentare.

    Ma torniamo a Tognazzi: a breve uscirà Le Ultime 56 Ore, film di Claudio Fragasso in cui interpreta il Colonnello Moresco, che a cinque anni dal suo ritorno da una missione in Kosovo si ‘trasforma’ in un ‘terrorista’ che tiene sotto scacco un ospedale, ma poi lo rivedremo in un episodio di Natale a Beverly Hills accanto al fraterno amico Alessandro Gassman “col quale, ci tengo a precisare, non ho mai litigato: dopo anni di coppia fissa abbiamo deciso di dividere le nostre strade e non è colpa nostra se siamo stati richiamati dal cinema dopo 10 anni“.

    E’ ora impegnato sul set di Vorrei Vederti Ballare, altro film che lo vede protagonista inseme ad Alessandro Haber e Giuliana De Sio, mentre per adesso non si parla di una seconda stagione de Il Bene e Il Male. “La Rai non ci ha ancora fatto sapere niente, ma credo che dipenda anche dall’attuale situazione dell’azienda, imegnata nel cambio di vertice. Certo, se la serie avesse fatto quel 4-5% in più di share tutti avrebbero gridato alla serie innovativa e originale” e forse, aggiungiamo noi, sarebbe stato più rapida un’eventuale decisione su un suo sequel. “Nessuno si ricorderà, però, che Il Bene e il Male è andato in onda in un giorno difficilissimo, di lunedì, contro Grande Fratello e XFactor: non si tiene conto di quanto siano stati straordinari i risultati d’ascolto in un contesto tale, dove il pubblico più giovane, quello cui principalmente si rivolgeva la serie, era distratto da altro“. La critica, però, ha apprezzato il linguaggio e il plot della serie, che ha ricevuto ben 6 nomination al Montecarlo Television Festival ed è stato inserito nel concorso ufficiale del RomaFictionFest. Proprio a Roma, peraltro, sono stati presentati due ‘progetti’ davvero interessanti che hanno visto Tognazzi protagonista: il primo è il pilot di una mini sitcom, Raffinati, ambientata in una pompa di benzina in cui si incrociano le storie dei protagonisti con quelli di gente anche ‘famosa’ che si trova lì per fare rifornimento. Primo ‘vip’ coinvolto nella serie, che vede anche la partecipazione di Sergio Castellitto come voice off in veste del defunto padre dei gestori della pompa, Tognazzi si è prestato con soddisfazione a interpretare per la prima volta il ruolo di se stesso: “Trovo che lo spunto sia molto valido, ma non so se andrà in onda“. Il secondo è i Diari del Novecento, progetto multimediale in 30 episodi, della durata media di 4’, in formato digitale integrato da inserti di repertorio in pellicola 16 e 35 mm, prodotto da Vostok Film e Felix Film con la regia di Stefano Grossi: un affresco di alcuni importanti eventi della storia del secolo scorso rivissuto attraverso gli effetti o le percezioni di personaggi noti e meno noti, che ne sono stati testimoni o protagonisti. Un format molto apprezzato al RomaFictionFest che si spera giunga anche in tv.

    Ma Gianmarco era a Giffoni principalmente per incontrare i giurati di Elements +10 che lo hanno accolto trionfalmente al suo ingresson ella sala Truffaut della Cittadella del Cinema: “Chiamatemi Gimbo, è il nome che usano i miei amici e voi siete tutti miei amici” esordisce l’attore, ricordando come questo soprannome derivi dal personaggio interpretato nel film Lovest, presentato proprio a Giffoni una decina di anni fa. Un legame ‘antico’, quindi, con questo festival per un attore che si definisce ancora un bambino (elemento necessario per poter fare questo mestiere, dice ai ragazzi), che spazia dai ruoli comici a quelli drammatici “perché cerco l’alternanza per avere stimoli continui: del resto la parte più divertente di questo lavoro è quella di trovare e ‘giocare’ con le differenze tra te e il tuo personaggio“. E se il padre torna frequentemente nelle domande degli adulti (in maniera anche a volte ingenerosa, considerata la sua personale e straordinaria carriera), Gianmarco lo ‘ringrazia’ soprattutto per il suo anticonformismo: “Uno dei meriti di mio padre è quello che aver spazzato via tanti tabù (tema di questa edizione del Festival di Giffoni, n.d.r.), a partire da quello della famiglia allargata. Forse però nel cinema e nella tv non è cambiato poi così tanto dai tempi in cui mio padre e Vianello furono cacciati via dalla Rai per una scenetta sull’allora presidente della Repubblica, Gronchi: probabilmente di tabù nel cinema e nella televisione ce ne sono meno, ma ormai non mi stupisco più di nulla“.

    Saremmo stati ancora volentieri a chiacchierare con lui, disponibilissimo e carico per la particolare cornice offerta dal festival: noi non possiamo che fargli i complimenti per la sua bravura, la sua versatilità e ringraziarlo per la sua cortesia.