Gianfranco Funari, in libreria la biografia postuma

Gianfranco Funari, in libreria la biografia postuma

E' uscita l'autobiografia postuma di Gianfranco Funari, curata dalla moglie Morena e con la prefazione di Aldo Grasso

    Gianfranco Funari, l’autobiografia

    Il Potere in Mutande – Il dito nell’Occhio della tv Italiana, questo dell’autobiografia che Gianfranco Funari ha scritto dal suo letto di ospedale negli ultimi mesi della sua vita. E’uscito ieri in libreria, curato dalla moglie Morena e da Alessandra Sestito, sua stretta collaboratrice.

    Gianfranco Funari si è spento il 12 luglio del 2008, dopo una lunga malattia che gli ha sfiancato il corpo ma non lo spirito. Il suo animo battagliero e controcorrente è ancora ben presente in questo libro, una biografia uscita postuma (in libreria da ieri) in cui svela molti retroscena della sua carriera giornalistica e televisiva, nonché della sua vita privata.

    Racconta, ad esempio, perché ritirò la sua candidatura a sindaco di Milano: “Fui ricattato – spiega nel libro – avevo come amante la moglie di un ministro e mi furono sottratte le sue lettere d’amore. Duran­te la campagna elettorale trovai le fotocopie di tutte le lettere sul mio tavolo. Qualcuno mi stava chiedendo di togliermi di mezzo. Pagai un riscatto per avere gli ori­ginali”.
    Amore, passione, eccesso, sono state un po’ le parole d’ordine di una vita all’eccesso, anche in tv, dove esordì alla fine degli anni ’70 su Telemontecarlo con Torti in fac­cia da cui nacque poi Aboccaper­ta, che approdò in Rai e scompaginò i canoni tv.

    Molti i suoi allontanamenti dalla tv: nel 1987 da Mezzogiorno è per aver invitato Giorgio La Malfa del PRI; poi nel 1992 fu cacciato anche da Mediaset (allora Fininvest) dove conduceva Mezzogiorno Italiano “per ordine di Craxi”, come ricorda Funari. E ancora il flop di Apocalypse Show, uno dei suoi grandi rammarichi, ma non per la chiusura, bensì per averne accettato la conduzione: “Mi dissero che Funari non dove­va fare Funari. Mi veniva tolta l’improvvisazione, la mia arma più importante. Commisi un grande errore“.

    Non mancano opinioni nette e dirette su colleghi e tv, di cui odiava i reality (“Mi fanno schifo”), ma apprezzava Maria De Filippi, “capace di fare programmi che fanno ‘parlare la gente’“, e adorava Piero Chiambretti ed Enrico Lucci, i suoi figliocci.
    E’ passato quasi un anno dalla sua scomparsa, e Gianfranco ci manca sempre di più. Non possimo che riproporvi una delle sue ultime interviste, quella a Il Senso della Vita, con Paolo Bonolis.









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