Gheddafi morto, ecco il video di Al Jazeera

Gheddafi morto, ecco il video di Al Jazeera

Gheddafi ucciso dai ribelli a Sirte: il video diffuso da Al Jazeera

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    Combattenti libici festeggiano per le strade di Sirte dopo la morte di Gheddafi

    Le voci si erano diffuse fin da ora di pranzo, ma arriva ora da Al Jazeera un video che ritrae il leader libico Gheddafi ucciso e trascinato via dai ribelli che ieri hanno preso Sirte, la città natale del Raìs, dove Gheddafi e i suoi fedelissimi si erano nascosti nel tentativo di resistere all’attacco delle forze ribelli. Le immagini sono decisamente crude, quindi le consigliamo esclusivamente a un pubblico adulto.

    Sirte, l’ultima roccaforte di Gheddafi, è caduta ieri sotto l’attacco delle truppe ribellatesi alla dittatura del Raìs e da questa mattina hanno iniziato a rincorrersi le voci sulla cattura e il ferimento dell’ex leader libico: lo si dava inizialmente ferito a entrambe le gambe, poi è giunta la notizia della sua uccisione, confermata prima da alcune foto poi da un video diffuso pochi minuti fa da Al Jazeera. Si vede il corpo l’ex leader libico, ormai esanime, trascinato dai rivoltosi: immagine poco nitide, registrate probabilmente con un cellulare, sulla cui ‘genuinità’ però pare ci siano pochi dubbi.



    Stando alle prime notizie, confuse e frammentarie, il Raìs sarebbe stato trovato in un nascondiglio e avrebbe pregato i ribelli di non sparare: una ricostruzione che in ogni caso dà un duro colpo all’immagine che il leader si era costruito negli anni della sua dittatura.

    Dopo il ferimento alle gambe, però, Gheddafi sarebbe stato giustiziato dai ribelli con un colpo di grazia. Il CNT non ha perso tempo a diffondere le immagini che testimoniano la morte di Gheddafi, ‘prova’ della sua caduta e della sua uccisione, prova che – come ricorderete – non è invece mai stata fonita dalle truppe e dal Governo Usa in merito alla cattura e all’uccisione di Bin Laden. L’unico dubbio che in questo caso può sorgere è che si tratti di uno dei tanti sosia ingaggiati dal Raìs per tutelare la propria incolumità. Intanto per la Libia, che festeggia la cruenta liberazione e si prepara a un nuovo corso democratico (si spera), è un altro inizio.

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