GFF, Michele Placido produrrà Silvio Orlando e intanto dirige Riccardo Scamarcio

GFF, Michele Placido produrrà Silvio Orlando e intanto dirige Riccardo Scamarcio

Michele Placido al Giffoni Film Festival annuncia un prossimo film con Silvio Orlando

    Michele Placido, ospite con Toni Servillo della terza giornata del Giffoni Film Festival, ha annunciato il suo prossimo progetto cinematografico, deciso di fatto la notte scorsa. Produrrà il nuovo film di Silvio Orlando, una storia autobiografica ambientata nella Napoli degli anni 70′. Per raggiungere Giffoni, Michele Placido si è preso una pausa dal set de Il Grande Sogno, film sul ’68 che sta dirigendo in questi giorni con Riccardo Scamarcio, Jasmine Trinca e Luca Argentero.

    La storia recente dell’Italia repubblicana sembra essere il filo conduttore dell’ultima produzione di Michele Placido, ormai lontano dall’esperienza internazionale de La Piovra, ma sempre più impegnato nel ruolo di regista e di produttore. Proprio come produttore ha annunciato oggi in anteprima per il Giffoni Film Festival l’impegno a realizzare il nuovo film di Silvio Orlando, scritto con Domenico Starnone. Una storia ispirata alla vera vita di Orlando e ambientata nella Napoli degli anni ’70. Un film che potrebbe ben comparire nella lista delle pellicole in concorso alla prossima edizione del GFF, dal momento che la vicenda è incentrata su un ragazzino dei bassi trasferito con la famiglia al Vomero, quartiere bene della città, e dopo poco rimasto orfano di madre. Una doppia perdita di radici per il piccolo protagonista, strappato, seppur per il suo bene, dalla complicata ma calda realtà dei bassi napoletani e poi privato dell’affetto più grande. Un’esperienza che ha segnato la vita di Silvio Orlando, un soggetto giunto questa notta via fax a Placido, come da lui stesso raccontato, che ha immediatamente deciso di abbracciare il progetto. Le riprese potrebbero partire già in aprile mentre il film potrebbe uscire nelle sale a settembre. Ma sull’ipotesi di presentare il film in qualche concorso internazionale trova Placido piuttosto cauto: “Non mando più i miei film ai festival perché sono ormai riservati agli addetti ai lavori. Giffoni, per fortuna, continua a mantenere una sua freschezza e una sua naturalezza”.

    Ma la storia italiana ha ispirato anche il film su cui attualmente Placido sta lavorando come regista.

    E’ giunto alle settima settimana di riprese Il Grande Sogno, ritratto dell’Italia del Movimento Studentesco del ’68 raccontato attraverso quattro personaggi ‘minimi’ ispirati a persone reali, esperienze vissute e riportate sul grande schermo grazie a giovani star del cinema italiano. Stiamo parlando di Riccardo Scamarcio (Nicola), un poliziotto nella Roma ‘assediata’ dagli studenti, che rappresenta proprio Placido da giovane (che ha vissuto davvero l’esperienza in polizia), Luca Argentero (Libero), nelle vesti di un operaio torinese, dietro cui si nasconde il leader del movimento studentesco di Torino, e Jasmine Trinca (Laura), borghese e cattolica investita dalla protesta sociale, che richiama alla memoria la sorella dello sceneggiatore. Con loro anche Laura Morante e Massimo Popolizio. Anche qui i ricordi personali si mescolano al ritratto di una società alle prese con un difficile momento di passaggio, come la Napoli degli anni’ 70 ancora innocente ma prossima a vivere lo scollamento tra strati sociali, con un borghesia sempre più lontana dal polso popolare della città.

    La tv non è certo scomparsa dai pensieri di Michele Placido, sebbene al momento non sia direttamente impagnato in nuovi progetti fictional. Parlando della trasposizione televisiva del suo Romanzo Popolare, Placido si è dichiarato soddisfatto del lavoro svolto da e con Sky, che “ha dato la possibilità a decine di giovani attori di emergere e farsi conoscere”. Non solo, “ma è stato un segnale importante di collaborazione tra cinema e fiction, una collaborazione che fa ‘industria’, proprio quella che manca in Italia” ha detto Placido che ha poi aggiunto: “Non basta che Rai e Mediaset contribuiscano finanziariamente al cinema italiano, ma solo proprio le operazioni alla Romanzo Criminale che aiutano le produzioni cinematografiche e televisive”. Una stoccata ai due grandi poli tv è arrivata anche con un non certo velato riferimento allo scandalo delle intercettazioni telefoniche che ha investito in pieno il comparto della fiction nazionale. “Si sa come funzionano le cose, le intercettazioni lo stanno dimostrando: sempre i soliti volti, invece Sky ha puntato sui giovani per lo più di estrazione teatrale. Del resto è la mia filosofia: se qualcuno mi chiama per una raccomandazione la persona è automaticamente esclusa” ha aggiunto Placido, che non è entrato poi nella questione politica, sebbene desse l’impressione di volerlo fare. Ma Giffoni resta un festival per ragazzi, è bene che le polemiche politiche restino fuori dalla porta della Cittadella.

    A smentire questa ‘tendenza’ però ci penserà il concerto di Fabri Fibra, questa sera all’Arena Alberto Sordi. Domani toni più leggeri e disincantati con Enzo Iacchetti, che incontrerà i giurati nella tarda mattinata e poi presenterà il suo corto, Pazza di Te, alle 18.30 nella Sala Truffaut, e con il concerto di Caparezza.

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