GF VIP, Clemente Russo chiede scusa

GF VIP, Clemente Russo chiede scusa

Il pugile dice la sua dopo la squalifica dal reality

    Dopo la squalifica, Clemente Russo chiede scusa. Il pugile, infatti, chiarisce la sua posizione attraverso una nota stampa in seguito ai fatti accaduti all’interno della Casa del Grande Fratello VIP, che lo hanno portato all’allontanamento immediato dal programma. Durante la terza puntata del reality show, andata in onda lunedì 3 ottobre 2016 in prima serata su Canale 5, infatti, Ilary Blasi ha comunicato a Russo la decisione da parte della produzione di squalificarlo.

    Il caso Bettarini-Russo ha tenuto banco per diversi giorni, specialmente sul web, tanto da provocare l’indignazione popolare e la richiesta di chiusura da parte del Codacons. Un polverone mediatico, dunque, cui la produzione del programma non ha potuto esimersi e ha deciso di squalificare Clemente Russo, pur senza mostrare il video della frase incriminata.

    Dopo l’iniziale stupore, il pugile ha capito il perché della severa punizione e ha subito chiesto scusa in diretta TV; adesso, a distanza di quasi ventiquattr’ore, vuole dire la sua.

    ”Con profonda convinzione ho sottoscritto quanto segue: Prendo atto delle reazioni che ha suscitato la mia partecipazione al Grande Fratello Vip: considerati i toni e le modalità della mia uscita di scena non posso dirmi stupito dei contraccolpi, talvolta dolorosi come pugni sul ring”, esordisce Russo. ”Proprio per questo, al termine della mia esperienza televisiva, desidero chiarire con profonda convinzione la mia posizione in ordine alla vicenda che mi vede coinvolto per alcune opinioni personali espresse in quella sede”.

    clemente russo confessionale

    ”In primo luogo intendo esprimere le mie scuse più sincere verso chiunque si sia sentito offeso o toccato nella propria sensibilità a causa delle mie parole: in particolare nei confronti del Ministro della Giustizia Andrea Orlando, dell’Amministrazione Penitenziaria, di tutti i colleghi del Corpo di Polizia Penitenziaria e infine – ma non per ultime – delle nostre donne, forti e generose come poche”.

    Le parole di Clemente Russo si riferiscono, dunque, alle persone coinvolte (quindi Simona Ventura, che lo ha querelato, e le donne, in generale), ma anche al Ministro Orlando, il quale – proprio nella giornata di lunedì 3 ottobre – ha richiesto una verifica.

    ”Non ho mai fatto mistero che la scelta di concorrere per il reclutamento nel Gruppo Sportivo Fiamme Azzurre è nata sì da considerazioni tecniche relative alla mia attività agonistica, ma anche dalla convinzione di abbracciare la missione del Corpo di riferimento.

    La Polizia Penitenziaria è impegnata quotidianamente in una professione che richiede un immenso spirito di servizio e la piena accettazione di condizioni di lavoro spesso tanto misconosciute quanto eroiche, sempre tanto difficili quanto essenziali per le finalità di un Paese civile e aperto a tutte le esigenze del sociale. Soprattutto per questo motivo mi sento estremamente amareggiato per il fatto che la mia attuale posizione personale possa in qualche modo nuocere all’immagine della Polizia Penitenziaria: tanto più a causa del mezzo utilizzato, consistente in una produzione televisiva che ha nei suoi obiettivi dichiarati quello di mettere a nudo le coscienze inserendo le persone in un contesto di completa anormalità”.

    Se posso invocare una sia pur minima attenuante in questa vicenda è proprio questa: accettando la partecipazione nel programma non avevo tenuto in giusto conto le conseguenze di innaturale asocialità nella quale si è inseriti durante la forzata convivenza nella ‘casa’, tanto da non riconoscermi ora nella voce che ha pronunciato le frasi ‘incriminate’. Io mi sento una persona profondamente diversa”.

    ”Tutti mi conoscono come un atleta che ha fatto della lealtà sportiva il proprio stile di vita cercando di trasmetterla ai ragazzi che si affacciano nelle palestre per trovare una sana risposta alle loro esigenze di riscatto sociale. Sono un marito – e soprattutto un padre – che ama profondamente la propria famiglia e farebbe di tutto per difenderne l’integrità. Questi sono i valori dei quali mi sono sempre fatto portatore, in pubblico e nel privato: in questi mi riconosco e rinnego in questa sede ogni diversa concezione della vita”.

    ”Come nel pugilato, anche nella vita non ci si può nascondere di fronte alle avversità, ed è chiaro che affronterò serenamente le conseguenze del mio comportamento inappropriato: a mente fredda capisco che avrei potuto esprimermi in modo diverso, non accettare alcun coinvolgimento in situazioni che nella particolare visione di quello spettacolo sono suscettibili di attenzione e di “audience”.

    ”E, soprattutto, avrei dovuto rendermi conto che la filosofia del programma è quella di negare in modo totale il diritto alla riservatezza e perciò non si può invocarla nemmeno quando si ritiene in buona fede di averne subito la lesione. Ne sono profondamente convinto, tanto che ora sono qui ad esprimere le mie scuse: nella speranza che i diretti destinatari vogliano ascoltarle e accettarle come sincere”.

    Queste, dunque, le scuse di Clemente Russo, ma facciamo un passo indietro.

    Stefano Bettarini confida a Clemente Russo di aver tradito la ex moglie, Simona Ventura, con alcune donne dello spettacolo e fa nomi e cognomi delle interessate. Bettarini non si limita a quello, ma parla anche di un tradimento che sarebbe avvenuto da parte della ex moglie; a quel punto, Russo esclama una frase forte, fortissima, che gli vale non solo l’allontanamento dalla Casa di Cinecittà, ma anche la gogna mediatica: ”Io l’avrei ammazzata”.

    Una frase pesante come un macigno, detta con leggerezza durante una chiacchierata tra amici. La stessa leggerezza, però, che a volte può provocare un uragano. E così è stato.

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