GF 11 lodato da Aldo Grasso per l’imprevedibilità (?)

GF 11 lodato da Aldo Grasso per l’imprevedibilità (?)

Aldo Grasso parla dell'undicesima edizione del Grande Fratello e la loda per la sua imprevedibilità

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    Gf11 andrea ferdinando finale

    Nessuno avrebbe scommesso sulla vittoria di Andrea Cocco al Grande Fratello 11. Al trionfo dell’italo giapponese e del programma condotto dalla super naturale Alessia Marcuzzi ha dedicato il suo editoriale Aldo Grasso, il critico del Corriere della Sera che ha appunto lodato l’imprevedibilità dell’undicesima edizione del Gf. Secondo il critico cuneese: “Dopo undici stagioni e un numero imprecisato di concorrenti, resta ancora qualcosa da dire sul Grande Fratello” pur sottolineando che rispetto alla prima edizione molto è cambiato.

    Per Aldo Grasso quest’edizione ha sorpreso positivamente: “Con una puntata interminabile e sfiancante, in un trionfo di rvm riepilogativi, parenti in lacrime, grida isteriche (soprattutto dell’ultima donna in gara, Margherita Zanatta) e confronti tra i protagonisti guidati dalla conduzione zuccherosa di Alessia Marcuzzi, si è chiusa l’edizione più lunga del reality, durata sei mesi, iniziata tra le polemiche sull’uso disinvolto della bestemmia da parte dei partecipanti e conclusasi con il trionfo di Andrea Cocco, l’italo giapponese dai modi educati“. Già di per sé questo basterebbe a definire l’undicesima edizione del Grande Fratello imprevedibile, ma Grasso va ben oltre.

    Un paragone con la prima edizione è d’obbligo. Prima edizione ricordata con un frame dedicato a Pietro Taricone, scomparso l’anno scorso. Secondo Grasso “molto è cambiato” dall’edizione vinta dalla bagnina Cristina Plevanila principale trasformazione ha coinvolto i modi di innescare le interazioni tra i concorrenti. Si sa che il reality è una formidabile «macchina narrativa », che deve il suo successo principalmente alla riuscita del processo di selezione dei partecipanti: se il cast è azzeccato, è fatta, basta aspettare che le personalità emergano, che i caratteri si scontrino nello spazio auto-concluso della casa.

    Mai come in questa edizione, però, è stato il confronto con il mondo esterno a innervare il racconto del reality, a generare discorso e commento: dallo svelamento del tradimento subito da Andrea e Margherita, al passato difficile di Ferdinando“.

    Quella che si è conclusa lunedì notte è stata l’edizione più lunga della storia dei reality per Grasso anche la straordinaria lunghezza di quest’undicesima edizione ha aiutato e non poco il reality show di Canale 5: “La dilatazione dei tempi del programma, dovuta a ragioni aziendali, ha avuto in realtà anche un curioso effetto stilistico, oltre alla necessità di un continuo ricambio del cast: per chi è rimasto più a lungo sotto l’occhio delle telecamere, sono alla fine cadute tutte le maschere di prevedibilità dei comportamenti. Proprio in questo sottile margine di imprevedibilità sta forse il fascino del format, la sua ragione di vita catodica dopo più di un decennio“.

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