Gerry Scotti su Twitter ringrazia Renzi: il conduttore vuol rinunciare al vitalizio

Gerry Scotti su Twitter ringrazia Renzi: il conduttore vuol rinunciare al vitalizio

Complimenti a Gerry Scotti su Twitter per la volontà di rinunciare al vitalizio da parlamentare svelata da Matteo Renzi a Porta a Porta

da in Gerry Scotti, Personaggi Tv
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    Grandi attestati di stima su Twitter per Gerry Scotti. Il conduttore prossimo alla guida di Avanti un altro, infatti, ha suscitato l’ammirazione per una decisione che nulla ha a che vedere con la sua carriera televisiva: la rinuncia al vitalizio di parlamentare. A svelare questo retroscena ignoto ai più è stato il premier Matteo Renzi, nel corso del suo intervento ieri a Porta a Porta.

    Bandiera di Mediaset dalla lunghissima carriera ricca di soddisfazioni, Gerry Scotti è stato anche parlamentare nelle file dei socialisti dal 1987 al 1992. In virtù di tale attività, il conduttore riceverà regolarmente un vitalizio di discreta entità a partire dai 65 anni e al quale con grande onestà vorrebbe rinunciare. Lungi dal rendere pubblica tale onorevole intenzione, Gerry ne avrebbe parlato al presidente del Consiglio Matteo Renzi che ieri a Porta a Porta ha svelato: ‘Ci sono tante cose che non tornano come i vitalizi dei consiglieri regionali che si sommano a quelli da parlamentare, per cui una persona può prendere più pensioni, quando la mia generazione non ne prende neanche una. Gerry Scotti ha scritto su Twitter: sono stato parlamentare per cinque anni, voglio rinunciare al vitalizio ma non posso farlo. Troveremo il modo di accontentarlo, ma è il segnale di una persona che si rende conto che anche il piccolo contributo personale è giusto‘.
    E la cosa non poteva sfuggire naturalmente al popolo di Twitter che ha riservato grandi complimenti al conduttore di Pavia.

    Questi ha ringraziato sul social network il premier: ‘Grazie Matteo per aver reso pubblico il mio appello. In questo momento tutti devono dare una mano, piccola o grande che sia‘.

    La faccenda naturalmente non fa altro che sottolineare i paradossi burocratici tutti italiani per i quali chi volesse rinunciare ad un privilegio non trova scappatoie per portare a termine la propria iniziativa ‘rivoluzionaria’. Intanto, la questione del vitalizio ad ex parlamentari, seppur dibattutissima da tutti gli schieramenti politici negli anni della crisi, continua ad avere proporzioni record: 2308 tra ex deputati e ex senatori (oltre 1064 vitalizi di reversibilità, cioè versati agli eredi dei deputati defunti), con stipendi mensili che oscillano da 1.700 euro mensili fino a oltre 7mila euro netti.

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