Gary Coleman è morto, addio al nostro amico Arnold

Gary Coleman è morto, addio al nostro amico Arnold

E' morto Gary Coleman, l'amato Arnold de Il Mio Amico Arnold

    Gary Coleman è morto: la notizia è appena stata battuta dalle agenzie. Ricoverato mercoledì per una tragica (e a questo punto fatale) caduta, l’attore americano, conosciuto in tutto il mondo per Il Mio Amico Arnold, è deceduto in un ospedale dello Utah: aveva 42 anni. La maledizione di Arnold, questa volta, ha colpito davvero duro. In alto un estratto della prima puntata della sitcom, conosciuta negli Usa come Different Strokes.

    Gary Coleman, il popolare protagonista della serie Il Mio Amico Arnold – un cult per più di una generazione di teledipendenti ormai 30/40enni – è morto per un’emorragia cerebrale causata da una caduta accidentale avvenuta mercoledì scorso nella sua casa dello Utah. La notizia del suo ricovero d’urgenza in un ospedale di Salt Lake City e le sue gravissime condizioni sono trapelate, però, solo questo pomeriggio, quando ormai la vita dell’attore era appesa a un filo. Le sue condizioni, infatti, sono drammaticamente peggiorate ieri pomeriggio, quando è entrato in coma: non si è più ripreso.

    Il suo “Che diavolo stai dicendo, Willis?“, rivolto al fratello mediamente una volta a puntata, è di certo uno dei tormentoni più amati nella storia della serialità made in Usa. Ben 8 le stagioni de Il Mio Amico Arnold (negli Usa Different Strokes), trasmesse dal 1978 al 1986 prima sulla NBC e poi sulla ABC. La sitcom è stata uno dei primi grandi successi della neonata Fininvest, che lo trasmise dal 1980 su Canale 5, e da allora, tra repliche e omaggi (ora fa parte della programmazione di Fox Retro) non è mai uscita di scena.

    Una sitcom ‘rivoluzionaria’ per certi versi, che ruotava intorno alla convivenza difficile tra due ragazzi di colore di Harlem e la buona borghesia neyorkese, rappresentata dalla ricca famiglia di Manhattan cui erano stati dati in affido: una famiglia atipica, visto che non c’è una figura materna (il ‘filantropo’ Philip Drummond è vedovo e alle prese con una figlia adolescente, Kimberly), ma surrogata dalla domestica, la signora Edna Garrett. Uno scontro di ‘civiltà’ che permette il superamento di luoghi comuni negli Usa di Reagan.

    Gary all’epoca del debutto aveva 10 anni: la sua ‘fortuna’ televisiva, però, è poi stata legata a una disfuzione renale congenita (soffriva dalla nascita di nefrite e si è sottoposto a due trapianti di rene) che gli inibì la crescita, lasciandolo per sempre un ‘bambino’ a causa del suo 1,30 metro d’altezza. Alcuni mesi fa, poi, durante le riprese del film The Insider, era stato colto da un attacco di convulsioni.
    La sua carriera, però si era fermata, ad Arnold: il successo planetario in tenerà età lo ha di fatto condannato alla solitudine e ne ha fatto, in età adulta, un disadattato. Qualche anni fa assurse alle cronache giudiziarie per una denuncia per violenze familari da parte della moglie Shannon Price, incontrata sul set di Church Ball cinque anni fa e sposata due anni dopo. Lo rivediamo in basso in un’intervista raccolta da Sabrina Salerno per Matricole & Meteore del 2008.



    Noi però vogliamo ricordarlo con quella faccetta imbronciata e lo sguardo furbetto che abbiamo amato nei 189 episodi della sitcom: Arnold è stata la sua fortuna e la sua maledizione, non c’è dubbio. E a proposito di maledizione, quella che aleggia su Il Mio Amico Arnold, questa volta ha colpito davvero in alto.

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