Garimberti: Spero che la Rai non perda le partite della nazionale

Paolo Galimberti tranquilizza i tifosi azzurri: le partite della Nazionale continueranno, ma il pubblico deve capire che la rete fa grossi sacrifici

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    paolo galimberti

    Ap/LaPresse Il presidente della Rai Paolo Garimberti spera che la Rai non perda le partite degli Azzurri. Per rinfrescarvi la memoria, qualche settimana fa vi avevamo parlato della (mala) gestione della rete di viale Mazzini per aver perso la programmazione della prossima Champions League. In molti hanno temuto che la rete ammiraglia potesse perdere anche le partite della Nazionale. A tranquillizzare (tutti) i tifosi dell’Italia ci ha pensato il direttore di Rete Paolo Garimberti: “La Rai potrebbe perdere le partite della Nazionale? Mi auguro di no, però il pubblico deve sapere che la Rai fa grossi sacrifici economici”.

    Il presidente Rai lo ha detto a margine della presentazione di un libro dedicato alle Olimpiadi di Roma in tv. “Una volta lo sport nutriva la tv ora succede il contrario e la questione dei diritti è diventata un punto nodale. Sarebbe un grave errore politico se certi eventi non fossero dati in chiaro dalla tv pubblica. Noi siamo sul mercato e anche in cda ci siamo chiesti se valga la pena spendere 4 milioni di euro per una partita”, ha detto Garimberti.

    Quello del calcio in tv però è un argomento che riguarda anche la Figc, presieduta da Giancarlo Abete, come ha fatto notare il presidente del Coni Gianni Petrucci: “È un argomento che riguarda il presidente della Figc, Giancarlo Abete, verso il quale nutro molta stima. Sarà lui a trarre i maggiori profitti per la Federcalcio”. Questo è quello che ha detto in merito alla gestione dei diritti televisivi relativi ala Nazionale.

    Ha parlato di diritti televisivi italiani anche il sito di cui tutti stanno parlando: Wikileaks. In un cablogramma della pagina Web creata da Julian Assange è presente un’informazione relativa alla Legge Rotondi, la norma che regola le frequenze internet e tv, definita dall’ambasciatore statunitense David Thorne come una norma che “darà margine per bloccare o censurare qualunque contenuto e favorirà le imprese di Silvio Berlusconi nei confronti dei competitor“. Una legge creata ad hoc per tutelare i “vantaggi commerciali a Mediaset nei confronti di Sky, suo diretto competitor“. Secondo il diplomatico queste regole sintetizzano “lo sforzo del governo per aiutare Mediaset e collocare Sky in una situazione di svantaggio