Spot: Gandhi torna in tv con Telecom Italia

Telecom Italia riutilizza Gandhi come testimonial per la promozione del suo nuovo sito, A Voi Comunicare

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    Da qualche giorno è tornato uno degli spot più suggestivi e premiati della storia della pubblicità italiana. Telecom Italia ha, infatti, rispolverato un promo con il celebre discorso di Gandhi del 1947, già presentato nel 2004. L’occasione è dovuta al ritrovamento dell’audio integrale del discorso che verrà commentato sui principali quotidiani il prossimo 15 agosto. In alto il nuovo spot di Telecom Italia.

    Non è proprio lo stesso spot, ma basta la prima inquadratura in bianco e nero, che riprende il Mahatma salire i pochi scalini che lo conducono nella sua baracca, per rievocare la pubblicità che fece scalpore nel 2004 e che ‘celebrava’ le potenzialità delle nuove tecnologie della comunicazione. Rivediamolo nel video in basso.

    A quattro anni di distanza da quella campagna istituzionale di successo, intitolata “Comunicare è Vivere“, Telecom riutilizza Gandhi come testimonial d’eccezione con un doppio fine, uno strettamente culturale, l’altro prettamente commerciale, come ovvio.

    L’idea commerciale è quella di promuovere un suo nuovo ‘spazio di comunicazione’, una nuova sezione del suo portale denominato “A Voi Comunicare“, lo spunto è il ritrovamento dell’audio integrale del discorso fatto da Gandhi a Nuova Delhi nel 1947, in occasione della Conferenza delle Relazioni Interasiatiche. Il discorso verrà pubblicato e commentato sui principali quotidiani il prossimo 15 agosto e troverà spazio anche nel nuovo sito, che aprirà poi ufficialmente i battenti il primo settembre.

    Iniziativa culturalmente e storicamente lodevole, per quanto la mossa promozionale di Telecom targata Gandhi, a dir la verità, non ci è mai piaciuta. Nel 2004 trovammo lo spot pretestuoso e un tantino arrogante, come se le parole di Gandhi, da sole, non siano bastate a rivoluzionare il mondo, non solo la sua India. E il pensiero corre a quanti ancora oggi si battono per i propri diritti e che pur avendo mezzi di comunicazione tecnologicamente avanzati, capaci di raggiungere in tempo reale gli angoli più remoti del pianeta, vengono puntualmente ignorati dal mondo e dalla politica internazionale (dal Dalai Lama a Aung San Suu Kyi in Birmania, per arrivare a Rigoberta Menchù, guatemalteca).

    Ma non è questo il momento di argomentare le nostre perplessità su quello spot che invece affascinò gli italiani: diteci piuttosto voi che cosa ne pensate.