Game of Thrones: stupro shock di Sansa Stark: la scena difesa da George Martin

Game of Thrones: lo stupro di Sansa Stark al centro delle polemiche, ma la scena ha incontrato il parere favorevole di George Martin

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    Game of Thrones, lo stupro messo in scena degli autori ai danni della povera Sansa Stark ha sconvolto pubblico e critica. Una scelta discutibile, a detta di molti, ma non dell’autore dei romanzi dai quali la serie tv della HBO prende spunto. George R. R. Martin ha difeso i produttori televisivi e gli sceneggiatori, affermando che era loro diritto fare quello che hanno fatto. L’idea che questa volta si sia passato il segno si sta diffondendo a macchia d’olio, anche perché i giudizi sono rafforzati da quella che per alcuni è una verità: la scena ai fini della trama era inutile, dunque si è trattato di violenza gratuita. Un affronto a coloro che questa atrocità l’hanno subita veramente.

    Game of Thrones è una serie tv per stomaci forti. Questo si sapeva. Nel corso delle prime quattro stagioni (e di quella in corso) il pubblico ha sopportato assassinii, morti cruente, torture e un certo numero di scene di sesso (fin dalla prima puntata, protagonisti Cersei Lannister e suo fratello Jaime). Eppure la scena dello stupro di Sansa Stark sembra aver rotto qualcosa nel rapporto tra la produzione e il pubblico, a tal punto che sul web – nelle conversazioni su Game of Thrones – si sta parlando soprattutto di quello (i gossip su Sean Bean sono passati in secondo piano).

    Cosa non è piaciuto della scena? Non tanto lo stupro in sé, ma il fatto che fosse inutile ai fini narrativi. Dunque, totalmente gratuito. L’accusa, a volte nemmeno velata, è aver strumentalizzato una delle violenze più atroci che una donna può subire semplicemente per accaparrarsi qualche telespettatore in più.

    La scelta è apparsa sbagliata anche perché fuori contesto, in qualche modo posticcia. Lo stupro di Sansa Stark si inserisce male nel percorso di evoluzione del personaggio femminile, e questo non fa altro che alimentare i dubbi circa la gratuità della scena.

    Il web e i critici hanno reagito così male che persino George Martin, il quale generalmente si tiene fuori dalle beghe interne, si è sentito in dovere di dire qualcosa. Un po’ a sorpresa, anziché fare spallucce e rispondere in modo evasivo, si è decisamente schierato a favore degli sceneggiatori.

    ‘Hanno la piena licenza creativa di fare con il mio materiale ciò che credono’. Ha dichiarato l’autore. Dove sta la ragione? E’ difficile rispondere: alla fine è una questione di buon gusto, quindi soggettiva.