Gabriele Paolini: “I miei blitz pagati dalla Rai”

A processo per una delle sue mille incursioni, Gabriele Paolini si difende attaccando la Rai: "Un decimo dei miei blitz sono stati organizzati dalla Rai: finora ho percepito 87

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    A processo per una delle sue mille incursioni, Gabriele Paolini si difende attaccando la Rai: “Un decimo dei miei blitz sono stati organizzati dalla Rai: finora ho percepito 87.950 Euro“. In alto alle prese con il Tg3 nel gennaio 2008.

    Gabriele Paolini non smentisce la sua fama di disturbatore: se il nome vi dice poco, basterà richiamare alla memoria uno dei tanti servizi dei vari tg nazionali (Rai o Mediaset, poco importa) disturbati da qualcuno che mostra presevativi in camera o che urla le sue proteste costringendo gli operatori a stringere sul volto del giornalista o a interrompere il collegamento. Ecco, siamo di fronte a Gabriele Paolini, che qualche tempo fa, tagliando la sua lunga chioma, aveva promesso che avrebbe cambiato attività.

    Attività che invece ha continuato: sono innumerevoli i video su Youtube che lo immortalano nelle sue gesta che qualche volta gli sono costati qualche sonoro ceffone e che questa volta lo hanno visto trascinato in tribunale, accusato di aver interrotto una diretta del Tg3 il 29 marzo 2006, in occasione di un collegamento con il tribunale in cui si stava celebrando un’udienza del processo Franzoni. Un evento che risale a ben tre anni fa, ma c’è da dire che nel frattempo Paolini non è rimasto con le mani in mano.

    All’udienza svoltasi questa mattina, Paolini si è presentato con una tesi di laurea al lui dedicata e con due foto che lo ritraggono insieme a Madre Teresa di Calcutta a Papa Giovanni Paolo II (un gesto che onestamente ci fa venire in mente il santino di Gesù esibito da Pietro Pacciani durante il processo che lo vedeva indagato per i delitti del Mostro di Firenze), il tutto prontamente consegnato al giudice prima di rilasciare una dichiarazione spontanea nella quale ha chiamato in correità la parte lesa, ovvero la Rai.

    Quel giorno non ho interrotto nè disturbato nulla: la mia presenza alle spalle del giornalista era di denuncia dell’accanimento mediatico sul quel processo” ha detto al giudice Paolini che ha aggiunto: “Tengo a precisare che dei 20 mila sabotaggi che ho fatto, un decimo, compreso quello in questione, sono stati organizzati con la Rai per i quali ho percepito 87.950 euro“.

    Una dichiarazione bomba non condivisa dal suo avvocato ma su cui è prodigo di dettagli che coinvolgono una società appaltatrice di servizi televisivi e alcuni esponenti della Rai che fungevano da gola profonda, annunciandogli le location dei servizi. Il tutto per alzare l’audience, accusa Paolini.

    Di certo Paolini è uno che le rogne se le va a cercare: attendiamo le reazioni della Rai e nel frattempo vediamo alcuni dei suoi più celebri ‘interventi’ anche grazie a Striscia la Notizia.