Gabriel Garko sublimato dalla fiction targata Teodosio Losito

Gabriel Garko sublimato dalla fiction targata Teodosio Losito

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    Gabriel Garko colpisce ancora e si rilancia nel film tv Caldo Criminale, andato in onda ieri sera su Canale5. Ancora una volta il bel tenebroso ha ispirato la fervida immaginazione di Teodosio Losito, che solitamente in coppia con Alberto Tarallo, firma le sceneggiature dei capolavori interpretati dal nostro eroe. E così, la coppia Garko/Ferilli ha confermato ancora una volta che la recitazione è un optional, a volte anche ingombrante.

    Quello che nelle intenzioni avrebbe dovuto essere un giallo, si è invece risolto in un’accozzaglia di immagini montate in maniera abborracciata. La storia, mal sceneggiata, ruota senza pathos, attorno alla vita di una donna dal passato oscuro che incontra un bellone, e, in un intreccio assolutamente prevedibile, si dà il via ad una serie di incontrollate scene ai limiti della comicità. Passi per Garko, qui anche in calo di fascino, forse il capello lungo e l’assenza della divisa gli sono fatali.
    Ma quello che non si può comprendere è Sabrina Ferilli, perché si è lasciata trascinare in questa follia? E soprattutto si è rivista con l’espressione fissa dovuta ad un’esagerazione di ritocchi estetici? Forse se si riuscisse a leggerlo come un’ironica citazione delle tante fiction a tema poliziesco potremmo farcene una ragione, ma così no, così proprio no. Certamente questo giudizio sarà smentito dal consenso che il film avrà che ci fa riflettere molto su quali siano o meno i prodotti di qualità della nostra tv generalista, e a questo proposito vale la pena tornare sulle dichiarazioni dell’autore di Caldo Criminale e delle fiction ritagliate sulla figura di Garko come Il Peccato e la Vergogna, Teodosio Losito, appunto.
    Accusato di scrivere fiction trash, lui si difende dalle pagine di Repubblica.it dicendo di essere sempre dalla parte del pubblico e di non sentirsi uno snob, come invece fanno spesso molti critici. Losito si schiera apertamente dalla parte delle casalinghe, oggi molto evolute e affonda ancora contro i critici che, invece, non prendono in considerazione mai il gusto popolare di chi la tv la guarda sul serio. La divertente intervista su Repubblica.it scava nel passato di Teodosio Losito per capire le ragioni di tanto talento.
    Lui non si scompone e racconta della sua passione per il cinema, gli esordi da modello e l’inizio della collaborazione con Alberto Tarallo con il quale ha stretto un sodalizio indissolubile. Poi vola alto, esagera, cita Douglas Sirk, racconta di come ha riportato nel Peccato e la Vergogna il rapporto madre e figlia de lo Specchio della vita.

    Qui magari va troppo oltre, ma dati i risultati, timidamente ci mettiamo in disparte e in silenzio soffriamo e a dire il vero, straparla citando proprio Caldo Criminale come un giallo dalle atmosfere hitchockiana. Viene forte il sospetto che forse non abbia mai visto i film del grande maestro, ma questo è solo un particolare senza importanza.
    Intanto lui ride e si gode lo strepitoso successo, poi chiarisce il mistero della coppia Arcuri/Garko, ammette di scrivere pensando a loro, ne conosce tutte le sfumature recitative e quindi crea, come un sarto l’abito su misura per loro. Ovviamente Losito trova la coppia non solo bella, ma anche in grado di interpretare alla perfezione le sue sceneggiature. E a questo punto viene da pensare che sia giusto così, lui, se lo dice da solo, fa sognare, offre al pubblico esattamente quello che vuole, una vita diversa dalla propria e, dati i risultati, è anche normale che si permetta il lusso di deridere il cinema d’autore, ecco ora tutto si chiarisce, anche il perché del successo della ditta Arcuri/Garko, facciamocene una ragione.

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