FX, controversie per la nuova serie crime con protagonista un immigrato illegale

FX, controversie per la nuova serie crime con protagonista un immigrato illegale

FX, controversie in America per il pilot crime con un immigrato illegale che fa l'investigatore privato

    fx pensa ad una serie su un investigatore privato immigrato illegale

    FX ha deciso di pepare il suo palinsesto con una serie tv basata su un messicano illegalmente residente negli Stati Uniti che fa l’investigatore privato: la serie – senza titolo ma descritta come un Traffic che incontra Chinatown – arriva dallo sceneggiatore Chap Taylor, con il regista Rodrigo Garcia (figlio dello scrittore Gabriel Garcia Marquez) che sarà regista del pilot e produttore esecutivo. La news – esclusiva di Deadline – ha riportato diversi commenti negativi, tanto che il creatore ha risposto direttamente.

    Immaginate se in Italia ci fosse una serie tv sugli immigrati che arrivano sui barconi e sbarcano nelle coste siciliane o calabresi: ecco, negli States il problema dell’immigrazione illegale messicana è altrettanto sentito, come dimostrano i commenti sul sito Deadline alla notizia che lo sceneggiatore Chap Taylor ha proposto alla rete via cavo FX una serie con protagonista un messicano, illegale sul territorio americano, che di mestiere fa l’investigatore privato.

    Senza scomodare CBS, il crime è un genere che tira anche sulle tv via cavo (i procedurali di TNT, Usa Network, HBO, A&E non si contano più), ma Taylor ha spiegato che la maggior parte dei procedurali sono stereotipati (cappello, impermiabili, etc) “e non mostrano che l’investigatore privato è un individuo senza potere che, in una società corrotta, prende le parti di persone senza potere“.

    La serie – che ricorderà i noir classici di Raymond Chandler – sarà ambientata a Los Angeles, e la scelta dell’immigrato illegale è dovuta al fatto che il più grande outsider di oggi a Los Angeles è un immigrato illegale messicano. Per Taylor, il protagonista permetterà di parlare “di questo network di persone invisibili che vediamo dappertutto ma cui non facciamo attenzione, si prendono cura dei nostri figli, mandano avanti l’economia, ci portano il cibo, puliscono le nostre case e gli uffici, parcheggiano le nostre auto.

    Sanno se facciamo la raccolta differenziata, e se tradiamo le nostre mogli”.

    Questo non significa che ogni settimana ci sarà “un caso sull’immigrato – ha spiegato lo sceneggiatore – lo show parlerà di come si possono aiutare queste persone senza potere in una società corrotta, a prescindere che queste persone siano americane o immigrate (peraltro non solo latine ma di varie nazionalità), dato che una moglie trofeo a Beverly Hills è senza potere come la sua donna delle pulizie”.

    Taylor è consapevole che lo show passerà per una serie che glorifica chi risiede illegalmente nel paese, “ma a Los Angeles e negli Stati Uniti la vita delle persone si basa sul lavoro degli immigrati, ed il nostro lavoro è raccontare le storie quanto più onestamente possibile, e se qualcuno si arrabbierà con noi, significa che avremo fatto il nostro lavoro”.

    Parole forti che hanno scatenato reazioni altrettanto forti (il post ha avuto 337 commenti), ma Taylor ha risposto direttamente nei commenti spiegando di essere un americano come tanti altri, e che non si può (perché è ingiusto) giudicare lui e le sue intenzioni senza aver visto lo show, il cui pilot non è peraltro neanche stato scritto. Lo sceneggiatore aggiunge che molti grandi film (tipo Il Padrino) hanno per protagonisti ganster, ladri o assassini, e che lo show non sarà una glorificazione di nessuno.

    Non sarà – scrive lo sceneggiatore – uno show sul bestiale uomo bianco e sugli immigrati santi, sarà uno show incentrato su persone in circostanze estreme che devono prendere decisioni buone, cattive, terribili. Semmai andremo in onda, siete pregati di guardare il pilot e poi giudicare”.

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