Fulvio Benelli, il giornalista di Quinta Colonna replica dopo il licenziamento: ‘Sono stato truffato’

Fulvio Benelli, il giornalista di Quinta Colonna replica dopo il licenziamento: ‘Sono stato truffato’

Fulvio Benelli, il giornalista licenziato da Mediaset per un servizio falso, risponde alle accuse attraverso una intervista

    Fulvio Benelli, il giornalista di Quinta Colonna licenziato per un presunto servizio falso, non ci sta e affida la sua replica al quotidiano Il Tempo. Lo scoop del servizio falso reca la firma di Striscia La Notizia (dopo le polemiche seguite all’esclusione di Fabio e Mingo), che qualche giorno fa aveva intervistato il rom protagonista del video. E’ stato proprio lui a fare la rivelazione: Fulvio Benelli lo ha pagato per recitare una parte, nello specifico la parte dello zingaro che ruba le macchine e, già che ci siamo, parteggia per il terrorismo islamico. Un caso molto simile a quello che ha coinvolto un mese fa Mattino Cinque (come ha rivelato Servizio Pubblico).

    Fulvio Benelli ha confidato al giornalista de Il Tempo di essere molto deluso dal comportamento di Mediaset: lo hanno licenziato sulla scorta di quanto detto dal ragazzo rom ma non hanno voluto ascoltare la sua versione dei fatti. Ha assicurato di aver realizzato il servizio in modo onesto e di non aver pagato nessuno (‘al massimo gli ho offerto un panino‘). Rivela, quindi, di essere stato truffato. Dal rom? Da Striscia la Notizia? Non è dato saperlo, almeno per ora. Una cosa è certa: è un periodo turbolento per chi realizza servizi di questo genere.

    Aggiornamento del 20 maggio 2015 a cura di Giuseppe Briganti

    Fulvio Benelli cacciato da Mediaset per i servizi falsi a Quinta Colonna: bufera dopo lo scoop di Striscia la Notizia

    Fulvio Benelli è stato cacciato da Mediaset per i servizi falsi a Quinta Colonna: è scoppiata una vera e propria bufera dopo lo scoop di Striscia la Notizia. Il tg satirico di Antonio Ricci ha svelato infatti che il giornalista nelle date del 3 e del 27 aprile ha proposto ai telespettatori delle trasmissioni di Rete 4 condotte da Del Debbio delle interviste non veritiere. Chi è causa del suo male pianga se stesso: Benelli è stato smascherato e così è arrivata una nota scritta da Claudio Brachino, direttore di Videonews, e Mario Giordano, direttore del Tg4, in cui si rende noto quali saranno le conseguenze per il giornalista.

    Da oggi abbiamo interrotto ogni rapporto professionale e valuteremo le opportune iniziative legali nei confronti del giornalista Fulvio Benelli‘: con questa nota Claudio Brachino, direttore di Videonews, e Mario Giordano, direttore del Tg4, hanno deciso di porre rimedio alle malefatte di Fulvio Benelli. Il giornalista nello scorso mese di aprile sarebbe stato fautore di ben due servizi falsi sui quali Striscia la Notizia ha indagato, con l’aiuto dell’inviato Moreno Morello, intervistando il cosiddetto Rom Polivalente che, per sua stessa ammissione, sarebbe stato pagato per affermare il falso, prima 300 Euro e poi 20 Euro.

    I direttori Brachino e Giordano, che non hanno preso alcun provvedimento nei confronti di Paolo Del Debbio, il quale afferma di essere stato truffato a sua volta dal comportamento scorretto del giornalista, hanno proseguito affermando che il personaggio intervistato da Striscia la Notizia non è né un rom, né un musulmano come aveva fatto credere per cui ha ingannato la buona fede dei telespettatori, mettendo sotto una cattiva luce le testate giornalistiche, ed arrecando un danno a tutti gi altri lavoratori che in modo onesto svolgono il proprio mestiere.

    D’altar parte, i due direttori hanno aggiunto che se i programmi di Rete 4 stanno avendo un così grosso successo è proprio perché i telespettatori sanno di potersi fidare degli approfondimenti che vengono proposti, e hanno concluso affermando ‘per fortuna esistono gli anticorpi per individuare ed espellere chi, a questa credibilità, attenta in qualsiasi modo‘. Anche il conduttore di Quinta Colonna Paolo Del Debbio ha voluto esprimere il suo parere al riguardo dichiarando che il programma si prefigge lo scopo di stare in mezzo alla gente, per capirne i problemi reali e non sarà certo l’errore di uno che potrà svalutare il lavoro del gruppo. Il lavoro delle tesate giornaliste di Rete 4 andrà avanti dunque, non ci resta che scoprire se verrà aperto anche un procedimento legale, cosa che non sembra impossibile alla luce degli ultimi avvenimenti.

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