Fringe, parlano John Noble e Joshua Jackson

Fringe, parlano John Noble e Joshua Jackson

Dopo gli ascolti non spettacolari del primo episodio, Fringe ha aumentato il suo numero di telespettatori, e anche se lo schema della trama è un po' ripetitivo, bisogna sottolineare le performance dei due attori protagonisti, ossia John Noble e Joshua Jackson

    John Noble e Joshua Jackson

    Dopo gli ascolti non spettacolari del primo episodio, Fringe ha aumentato il suo numero di telespettatori, e anche se lo schema della trama è un po’ ripetitivo, bisogna sottolineare le performance dei due attori protagonisti, ossia John Noble e Joshua Jackson.

    Il primo, che ha un curriculum di tutto rispetto, interpreta il ruolo del Dr. Walter Bishop, un brillante scienziato che, nei tempi andati, ha condotto esperimenti sulla così detta ‘fringe science‘, la scienza di confine, per poi essere rinchiuso in manicomio per venti anni. Joshua Jackson, invece, è stato una piacevole sorpresa nel ruolo di Peter Bishop, figlio dello scienziato e ‘aiutante’ dell’agente dell’FBI Olivia Dunham che investiga sugli strani casi che succedono in giro per il mondo.

    Proprio John Noble, nei giorni scorsi, ha rivelato come il suo interesse nell’interpretare il ruolo di Walter Bishop sia stato immediato: “Quando ho interpretato Denethor ne ‘Il signore degli anelli’, ha spiegato l’attore, Lord of the Rings, ho classificato quel ruolo come uno di quelli che per ottenerlo sarei morto, e lo stesso vale per Fringe: è stimolante, è una sfida, è divertente e difficile e rende la vita interessante“.

    E anche Joshua Jackson, si è subito interessato a Fringe, non solo perché erano cinque anni che stava lontano dal piccolo schermo, ma per la qualità della sceneggiatura e per la reputazione del team creativo, che lo hanno convinto ad accettare il ruolo senza battere ciglio.

    “La difficoltà di una serie tv, ha detto l’attore, e anche la sua benedizione, è che è un impegno a tutto tondo, senza fine. La gente intorno a te lavora sempre per accontare una buona storia, e la fantascienza si presta molto bene a questo, perché cresce e cambia continuamente”.

    E se cambia la fantascienza, figurarsi se non cambia la scienza di confine, di cui John Noble si dice assolutamente ‘fan’: “La scienza di confine esiste, ha detto infatti l’attore, penso che le cose che accandono nello show sono possibili anche nella realtà. Se parli di universi parelleli, la teoria delle stringe e la fisica fanno sì che siano possibili, ma se è vero che ci sono, ha concluso Noble, non sappiamo ancora come scovarli”.

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