Fringe, parlano Blair Brown ed Anna Torv

Fringe, parlano Blair Brown ed Anna Torv

C’è una cosa che viene spontaneo dire guardando gli spezzoni di Fringe disponibili online ed il preair, ed è che (finalmente, aggiungeremo) ci sono personaggi femmili ‘forti’ che sono parte integrante dello show

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    blair brown

    C’è una cosa che viene spontaneo dire guardando gli spezzoni di Fringe disponibili online ed il preair, ed è che (finalmente, aggiungeremo) ci sono personaggi femmili ‘forti’ che sono parte integrante dello show.

    Anna Torv è Olivia Dunham, agente dell’FBI che con poca voglia, sul principio, si unisce al team di intelligentoni formato da padre e figlio (John Noble e Joshua Jackson) per investigare su degli strani eventi, ma non possiamo non citare Blair Brown, top executive in una compagnia chiamata Massive Dynamics che svuole un ruolo chiave in tutti gli eventi di Fringe: la sua apparizione, seppur breve, fa ben sperare.

    Ma a parte i ruoli che interpretano, dicono i fan americani, le due attrici sono proprio delle donne forti anche nella vita, soprattutto Blair Brown, incontrata nel corso della premiere newyorkese della nuova serie sci fi: “Un giorno sul letto di morte forse mi chiederò perché le donne non hanno avuto le stesse possibilità degli uomini, ha spiegato l’attrice, ma bisogna dire che, almeno quando invecchi, non hai più l’obbligo di fare la ragazza“. Quanto al suo personaggio, la Brown ha dichiarato di non sapere quale direzione prenderà, “e questa cosa mi piace, perché non abbiamo idea se sia buona o cattiva.

    O forse è buona una volta, cattiva l’altra…è una possibilità”.

    E cosa dire di Anna Torv, che si appresta a diventare un’altra delle felici scoperte di Abrams? Secondo quanto da lei stesso dichiarato, per ora la scena più difficile da girare è stata quella immersa nell’acqua, “pensavo ‘prima o poi dovrò uscire’, ‘morirò’…eravamo in un laboratorio di Toronto a meno 45 gradi”. Proprio la vasca di immersione sensoriale nel potrebbe essere un punto in comune tra le due attrici, non perché anche la Brown ci sia passata, ma perché la Brown ha partecipato a “Stati di allucinazione” (un dei film putativi di Fringe), e “nel film ci sono un sacco di oggetti di quel genere”.

    Tornando a Fringe, la Brown ha detto che “il genere sci-fi offre un sacco di possibilità per parlare di cose in maniera gradevole“, mentre la Torv si è detta stupita dalle molte scene di azione, “non posso dire che siano tutte mie, ha però concluso l’attrice australiana, al debutto in America, ad esempio non so saltare da un tetto”.

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