Fringe è scontato?

Fringe è scontato?

Fringe va bene negli ascolti, è una buona serie, ma proprio il suo (voler) essere ibrido Lost/dramma procedurali à la CSI Las Vegas potrebbe rivelarsi un boomerang: non essendo né l’una, né l’altra cosa, Fringe rischia infatti di alienarsi il pubblico

da in Fox, Fringe, J.J. Abrams, Recensioni, Serie Tv, Serie TV Americane, Serie TV di fantascienza
Ultimo aggiornamento:

    fringe logo

    Fringe va bene negli ascolti, è una buona serie, ma proprio il suo (voler) essere ibrido Lost/dramma procedurali à la CSI Las Vegas potrebbe rivelarsi un boomerang: non essendo né l’una, né l’altra cosa, Fringe rischia infatti di alienarsi il pubblico.

    Da fan di Lost, non possiamo non notare la qualità nettamente inferiore, da fan di CSI Las Vegas, lo troviamo un po’ troppo “scontato”, con una dinamica di eventi che si ripete di puntata in puntata (ad oggi, 3). Premesso che non abbiamo nulla contro Fringe, e che amiamo gli show “capibili”, è indubbio che alla serie della Fox manchi quel certo “non so che” che rende Lost una grande hit, o show come CSI Las Vegas e Dr House (una serie medico/procedurale) due prodotti tra i migliori in circolazione.

    Seppure anche la crime series della CBS e House sono praticamente essenzialmente sempre uguali a sé stesse (anche se in CSI ci sono casi diversi di puntata in puntata, mentre House da solo è capace di essere geniale e sarcastico nello stesso tempo), Fringe ha in negativo la ripetitività: in tre puntate, lo show è sempre uguale a sé stesso, con personaggi che – contrariamente ad House – non reggono tanto bene la scena.

    Ad oggi, la trama di Fringe è questa: caso strano, Olivia e Peter investigano, il Dr.

    Bishop tira fuori una strana/folle teoria, Peter pensa l’esatto contrario, Bishop fa un esperimento per provare la sua teoria, ci sono un paio di sequenze d’azione, tutto finisce per il meglio, la Massive Dynamic è coinvolta in qualche modo nei giochi.

    Una trama che ricalca in qualche modo quella di X Files, ma anche qui il paragone non regge, sia perché X Files è capostipite di un genere, sia perché la serie di Carter alternava casi strani a casi classici; di buono, comunque, c’è che almeno a giudicare dalle prime battute, perdersi una puntata di Fringe non è una tragedia, ma per noi fan di JJ Abrams, abituati a ben altro, questo è quasi un prodotto irriconoscibile.

    Ovviamente, siamo consapevoli che 3 episodi sono troppo pochi per giudicare un prodotto, e teniamo incrociate le dita in attesa che la serie, in un modo o nell’altro, cresca e si assesti su binari migliori, fermo restando – certo – che Lost e X Files restano due serie ad oggi quasi insuperabili.

    508

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN FoxFringeJ.J. AbramsRecensioniSerie TvSerie TV AmericaneSerie TV di fantascienza