Frequenze tv, sospeso il beauty contest. Mediaset protesta

Frequenze tv, sospeso il beauty contest. Mediaset protesta

Il governo Monti ha sospeso per 90 giorni il beauty contest delle frequenze tv

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    Frequenze tv, sospeso il beauty contest. Mediaset protesta

    Il beauty contest (la procedura di assegnazione delle frequenze tv) è stata sospeso per 90 giorni. Lo ha rilevato il ministro Corrado Passera e il motivo della sospensione è ‘definire al meglio la destinazione delle frequenze‘. Mediaset ha protestato affermando che in questo modo è stata ‘sospesa la legalità‘, a rispondere al Biscione ci ha pensato subito il premier Mario Monti, ospite ieri di Lilli Gruber a Otto e Mezzo.

    Per Monti ‘è naturale che una azienda si riservi di far valere i propri diritti se ritiene di averli, così come credo che l’opinione pubblica non sia sorpresa dalla decisione.

    Le frequenze un bene scarso, un bene pubblico. Erano state prese certe decisioni per l’attribuzione, ma noi non vediamo perché, nel momento in cui abbiamo dovuto chiedere grandi sacrifici a molti, una risorsa pubblica venga concessa senza corrispettivo‘.

    Il ministro Corrado Passera ha spiegato che la sospensione del beauty contest è avvenuta per ‘avere il tempo di definire al meglio la destinazione di queste frequenze‘ e anche l’ex banchiere ha parlato dei sacrifici (quelli che fecero piangere il ministro Elsa Fornero qualche settimana fa): ‘Le condizioni di mercato e tecnologiche che avevano dato vita al beauty contest sono fortemente cambiate nel corso degli anni e perchè in questo momento stiamo chiedendo ai cittadini grandi sacrifici in molte aree‘.

    Lo stop ha scatenato l’ira di Mediaset, per il Biscione il governo ha sospeso ‘una situazione di legalità che deve invece essere al più presto ristabilita‘. Mediaset ha sottolineato che il beauty contest è ‘legittimo‘ ed è una proceduta seguita e approvata da Agcom, Ministero dello Sviluppo Economico e Commissione Europea e si tratta di una procedura ‘equa, trasparente e non discriminatoria in grado di mettere la parola fine all’annosa querelle aperta in materia dalla UE contro l’Italia‘.

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