Frequenze tv, Sky potrebbe partecipare all’asta pubblica

Frequenze tv, Sky potrebbe partecipare all’asta pubblica

Frequenze tv, Sky potrebbe partecipare all'asta pubblica indetta dal governo

    Andrea Zappia

    Sky potrebbe partecipare all’asta pubblica delle frequenze tv. A rivelarlo è lo stesso Ad della rete satellitare, Andrea Zappia (nella foto). In un’intervista al “Sole 24 Ore” l’amministratore delegato di Sky ha finalmente espresso il parere della rete sul blocco del beauty contest e sulla futura asta pubblica per l’acquisizione delle frequenze tv. La partecipazione alla vendita delle frequenze è ancora in forse, soprattutto per quanto riguarda le frequenze del digitale terrestre, e la rete e l’Ad stanno aspettando maggiori dettagli sull’asta pubblica.

    Secondo Zappia lo stop al beauty contest è una decisionecoerente con alcuni dei rilievi fatti da noi in passato, partendo dalla necessità di uno stimolo maggiore alla pluralità e alla valorizzazione di un asset come quello delle frequenze. Asset che, sicuramente, ha un valore economico. Credo comunque che quello del governo Monti sia un passo previsto e dovuto, in linea con molte altre loro scelte di politica economica e con quanto chiesto e ribadito dalla Commissione Europea‘. Dopo l’addio di Mediaset (e il ricorso al Tar), Sky parteciperà all’asta pubblica? ‘È ancora presto per dirlo. Trovo limitante concentrarsi solo sullo sviluppo del digitale terrestre, è un dibattito vecchio. Perché tra le varie tecnologie non è necessariamente quella più interessante, soprattutto per le televisioni non generaliste e per un’azienda come la nostra, che punta sulla qualità. Decideremo, come sempre capita quando si è di fronte a una decisione strategica, solo quando saranno noti tutti i dettagli. Riconosco comunque al governo Monti di aver fatto un importante passo avanti, scegliendo un approccio neutrale, gettando le basi per favorire e accelerare un’evoluzione più aperta e pluralista del mercato televisivo‘, ha detto al Sole 24 Ore.

    Sulla qualità ha sempre puntato Sky per il suo palinsesto e coccolandosi i suoi abbonati. La rete continuerà seguendo i suoi tre pilastri: ‘grande attenzione agli investimenti nella creatività, e quindi acquisizione di programmi esclusivi, continua innovazione tecnologica, supporto e relazione con il cliente. La qualità è centrale perché permette di differenziarsi in un mercato in cui l’offerta di intrattenimento si è moltiplicata‘. Basta dare un’occhiata all’offerta dei canali per capire cosa voglia dire l’Ad Zappia. Sul panorama della pay tv qualche anno fa si è affacciata anche Mediaset con il suo Premium. Pur non gradendo le ragioni che hanno spinto la sua nascita (‘Provo un certo disagio nel pensare che venga tollerato un business strutturalmente in perdita, con l’ennesimo posticipo di pareggio. Con la tesi che è giusto operare in questo modo per controllare la crescita di Sky.

    Credo che questa impostazione non sia positiva e che sia un elemento di rischio per tutti‘) si augura che Mediaset Premium ottenga ‘l’utile con la sua pay tv perché vorrebbe dire che siamo in un contesto in cui tutti danno il giusto valore ai contenuti, significherebbe che i prezzi dell’offerta si sono attestati su valori corretti‘.

    La querelle fra Sky e Mediaset aveva tenuto banco qualche mese fa. E qualche giorno fa Mediaset ha rincarato la dose affermando che Sky è un “monopolista” nella tv satellitare (cosa che per altro è vera), ma loro detengono, invece, il primato della raccolta pubblicitaria. Cosa pensa di questo duopolio televisivo: ‘La distinzione per piattaforme tecnologiche è una logica davvero superata dai fatti. Il consumatore non sceglie se guardare il satellite o il digitale terrestre, bensì un buon programma televisivo. Fin dalla sua nascita Sky si è caratterizzata come forte elemento di pluralità nel mercato. Con Mediaset competiamo in maniera stimolante, è un’azienda leader con capacità manageriali e finanziarie che le hanno permesso di investire molto in questi anni. Senza contare che ha registrato nel corso del tempo la redditività migliore del settore.

    Da qualche tempo la rete ha lanciato un’app Sky Go che segue l’abbonato dappertutto e fruibile su iPhone e iPad: ‘Sky Go è un’innovazione radicale, che riscrive il concetto di fruizione televisiva portando fuori dal “medium” tv i contenuti. Ad oggi ci sono oltre 600mila nostri abbonati, non rilevati dall’Auditel, che guardano Sky sul computer, su iPhone, iPad ma anche su altri tablet, e arriveranno a un milione entro la fine di giugno‘. E quest’estate la rete si prepara a lanciare: Sky On Demandrendendo fruibile gran parte del nostro palinsesto, quando si vuole, attraverso la connessione del decoder alla banda larga. Migliaia di programmi disponibili in qualsiasi momento grazie al canale di ritorno via web. Un servizio che offriremo gratuitamente, con un’anticipazione per gli abbonati con oltre due anni di fedeltà‘.

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