Frequenze tv, Mediaset fa ricorso al Tar e annuncia che (forse) non parteciperà all’asta

Frequenze tv, Mediaset fa ricorso al Tar e annuncia che (forse) non parteciperà all’asta

Frequenze tv, Mediaset fa ricorso al Tar e annuncia che (forse) non parteciperà all'asta

    FEDELE CONFALONIERI

    Mediaset ha fatto ricorso al Tar del Lazio contro la sospensione del ‘beauty contest’ per l’assegnazione delle frequenze tv. Lo ha annunciato il presidente del gruppo televisivo, Fedele Confalonieri, aprendo i lavori dell’assemblea dei soci Mediaset e anticipando che il Biscione molto probabilmente non parteciperà all’asta per le frequenze: ‘Ancora non possiamo dire se parteciperemo: vedremo la disciplina dell’asta che farà Agicom. Possiamo però fin da ora prevedere che neanche l’asta metterà fine alle polemiche sui regali, a meno che a Mediaset venga ingiustamente impedito di partecipare‘, le parole di Confalonieri riportate dall’Ansa.

    Non solo atti politici con la ‘pressione’ del Pdl sul ministro Corrado Passera, accusato di aver annullato il beauty contest con la complicità del Pd: la tesi di Mediaset – più volte ripresa anche dai parlamentari berlusconiani – è che avere le frequenze in regalo è ‘giusto’, visto che chi le riceve si impegna ad investimenti onerosi che in qualche modo ‘ripagano’ il regalo, e certo fa sorridere che a fronte di parlamentari che si mobilitano per difendere gli interessi di Silvio Berlusconi sentire Fedele Confalonieri che critica ‘la politica, che anche nel mondo dei tecnici continua ad essere l’agone dove si scontrano gli interessi e le spinte lobbistiche più o meno trasparenti‘.

    Molto più interessante è invece il fatto che in apertura di assemblea di Mediaset, il presidente Fedele Confalonieri ha infatti anticipato che il Biscione ha fatto ricorso al Tar del Lazio contro la sospensione del ‘beauty contest’ per l’assegnazione delle frequenze tv. ‘Ancora non possiamo dire se parteciperemo [ipotesi già emersa qualche mese fa, ndr]: vedremo la disciplina dell’asta che farà Agicom. Possiamo però fin da ora prevedere che neanche l’asta metterà fine alle polemiche sui regali, a meno che a Mediaset venga ingiustamente impedito di partecipare‘, le parole del presidente di Mediaset, secondo cui ‘il beauty contest gratuito è la formula utilizzata in gran parte degli altri paesi europei: una procedura legale e condivisa dall’Europa. Mediaset le sue frequenze la ha pagate tutte, anche quella Dvbh, oggi all’onore delle cronache come ennesimo regalo.

    Siate sicuri che andremo comunque avanti per difendere i nostri diritti‘.

    Ma quello che ha annunciato il ricorso è anche un presidente di Mediaset politico, durissimo con il ministro Passera, accusato di fare ‘demagogia: ha annunciato un decreto per procedere a un’asta economica. Far pagare alle ricche televisioni le frequenze anziché diminuire i redditi dei cittadini con nuove tasse. Come sappiamo tra le due cose non vi è relazione: le tasse sono aumentate e siamo proprio sicuri che l’asta produrrà introiti significativi per lo Stato? La polemica sulle gratuità delle frequenze è strumentale – ha aggiunto Confalonieri – è iniziata alla fine dell’estate mentre era alle battute finali la procedura per il beauty contest ed è esplosa dopo che Sky ha annunciato il ritiro dalla gara‘.

    Tra analisi della situazione politica ed economica attuale, Confalonieri ha anche ribadito la bontà di uscire da Endemol, definita ‘una scelta di buon senso: facile oggi dire che abbiamo pagato troppo il nostro ingresso in Endemol, ma certo non erano prevedibili nel 2007 due pesantissime crisi mondiali. Non giriamoci intorno: qui non siamo riusciti a far prevalere le nostre logiche da industria televisiva a fronte di soci puramente finanziari. La scelta di entrare in Endemol è stata corretta, si trattava di investire in contenuti, indirizzo che vogliamo e dobbiamo continuare a perseguire‘.

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