Frequenze tv, Europa 7: la Corte europea condanna l’Italia

Europa 7 vince la sua battaglia: la Corte europea dei diritti dell'uomo ha condannato l'Italia a pagare 10 milioni di risarcimento a Di Stefano per i ritardi nell'emissione

da , il

    Europa 7 logo

    Europa 7 ha vinto: la Corte europea dei diritti umani ha condannato l’Italia per non aver concesso alla rete le frequenze e dovrà pagare alla società ben 10 milioni di euro di risarcimento per danni materiali e morali. Si conclude così una vicenda iniziata nel 1999 quando Europa 7 aveva ottenuto la licenza per trasmettere su tre frequenze che avrebbero coperto l’80% del territorio nazionale. Solo nel 2009 Europa 7 ottenne solo una delle tre frequenze. Da Strasburgo arriva oggi la parola fine a una vicenda che va avanti da 13 anni, secondo il testo della sentenza della Corte: ‘Le autorità italiane non hanno rispettato l’obbligo prescritto dalla Convenzione europea dei diritti umani di mettere in atto un quadro legislativo e amministrativo per garantire l’effettivo pluralismo dei media‘.

    Vittoria, dunque, per l’amministratore delegato della rete Francescantonio Di Stefano che da anni lotta per permettere alla sua emittente di trasmettere. La Corte europea gli ha finalmente dato ragione, nella sentenza di Strasburgo si legge che Europa 7 ‘poteva aspettarsi di trasmettere entro massimo due anni‘, il motivo del ritardo decennale è dovuto al fatto che ‘le autorità hanno interferito con i suoi legittimi diritti, con la continua introduzione di leggi che hanno via via esteso il periodo in cui, le televisioni che già trasmettevano, potevano mantenere la titolarità di più frequenze‘.

    Il ritardo nell’emissione di Europa 7 è dovuto proprio al prolungamento dell’uso delle frequenze da parte di altre reti già esistenti, per questo motivo il presidente Di Stefano ha fatto ricorso alla Corte europea dei diritti umani. Secondo i ricorrenti, certe norme transitorie consentirono il prolungamento dell’uso di frequenze da parte di emittenti già esistenti. Quindi, per mancanza di attribuzione, Europa 7 non fu mai in grado di operare. I due articoli ai quali si è appellato riguardano la libertà di espressione (10) e l’interdizione della discriminazione. Alla luce della sentenza di Strasburgo il nostro Paese è stato condannato per aver violato la libertà di espressione e non solo negando a Europa 7 la possibilità di trasmettere hanno causato un vero danno economico all’emittente. Un’importante vittoria per Di Stefano che da anni si batte per vincere la causa di Europa 7, ci chiediamo se potrà trasmettere sulle sue tre frequenze e chissà forse Rete 4 finirà sul satellite…