Frequenze DTT, La7 mira all’asta per riavere un mux ‘perduto’

Frequenze DTT, La7 mira all’asta per riavere un mux ‘perduto’

    L’ipotesi di un’asta per la vendita delle frequenze DTT, inizialmente oggetto del contestato beauty contest bandito a fatica dall’ex ministro Romani, sta facendo fibrillare la tv italiana. Michele Santoro già raccoglie fondi e l’ad di Telecom Italia Media, Giovanni Stella, manifesta oggi il suo interesse per l’operazione, confidando in una più equa riorganizzazione del mercato e della concorrenza tv italiana. Una situazione che contraddice le convinzioni dell’ex premier Silvio Berlusconi, che proprio oggi alla stampa si è detto convinto che l’asta sulle frequenze tv sia poco interessante per gli operatori. Beh, parrebbe proprio il contrario. In alto vi proponiamo, però, l’intervista di Fabio Fazio al ministro Corrado Passera ieri a Che Tempo che Fa, in cui si è parlato anche del beauty contest.

    La proposta avanzata da Lega, Idv e Pd sulla ‘trasformazione’ del beauty contest per l’assegnazione dei multiplex DTT in una vendita all’asta sembra destinata a trovare una rapida realizzazione, visto il parere favorevole del Governo Monti e considerate le pressioni delle compagini politiche ‘anti-berlusconiane’ (capitanate ora dall’ex alleato Lega Nord). A seguire con interesse gli sviluppi politici della vicenda – in attesa di un provvedimento definitivo – ci sono già Michele Santoro – dettosi pronto a partecipare all’asta grazie ai fondi raccolti con Servizio Pubblico – e il suo partner Sandro Parenzo, che ha piuttosto aperto alla partecipazione di gruppi stranieri.

    A loro si aggiunge Giovanni Stella, ad di Telecom Italia Media, che vede nell’asta la possibilità di risanare il vulnus che si era creato con la precedente assegnazione ante beauty contest, e che si tradusse per il gruppo nella perdita di un mux. L’auspicio degli operatori tv italiani ‘minori’, infatti, è che con il 2012 si apra davvero una nuova era per il mercato tv nazionale, finora soffocato dal dualismo di Rai e Mediaset, oggetto peraltro di manovre conservative anche di stampo politico contro cui negli ultimi anni hanno combattuto La7 e Sky.


    In qualche modo anche la sentenza dell’Antitrust contro l’Auditel, condannata per abuso di posizione dominante, è vista da Stella come il segno che qualcosa si sta finalmente muovendo. Spero che nel 2012 il mercato televisivo sia un po’ diverso da quello che abbiamo vissuto fino ad ora – dice Stella - Ci sono segnali importanti di cambiamento come ad esempio nel mondo Auditel, che non è qualcosa di marginale ma è il motore e la benzina del settore; come nel sistema Rai che resta un’anomalia in un sistema concorrenziale, per cui la separazione fra servizio pubblico e servizio commerciale sarebbe un segnale di trasparenza; come infine per le frequenze da cui potrebbe venire un forte segnale di cambiamento per un mercato più competitivo e più aperto.

    Stella non nasconde l’interesse per l’asta DTT: potrebbe essere l’occasione per ‘riconquistare’ il mux perduto nel processo di digitalizzazione del mercato televisivo italiano. Stiamo lavorando per avere un partner nel 2012 - aggiunge l’AD di Ti Media – un partner industriale o commerciale, non un partner finanziario. L’importante è che sia disponibile ad accettare la storia di La7, sia aperto alla concorrenza e ci aiuti a svolgere al meglio il nostro lavoro per raggiungere i nostri obiettivi, a partire dal pareggio di bilancio. Un obiettivo questo che Stella si riserva di dettagliare al momento della presentazione del nuovo piano industriale, che avverrà il prossimo 21 febbraio.

    Intanto ci sembra che la questione frequenze tv non sia così ‘superflua’ per gli operatori tv italiani, come sembra invece voler far credere Berlusconi con le sue ultime dichiarazioni: prima ha detto che Mediaset non caccerà un euro, oggi che le frequenze tv non fanno gola al ‘mercato’. Beh, che sia tutta strategia?

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