Francesco Facchinetti: il mio futuro in tv

Francesco Facchinetti: il mio futuro in tv

Francesco Facchinetti parla dei suoi prossimi impegni televisivi e spera in una quinta edizione di X Factor

    Francesco Facchinetti hop

    Francesco Facchinetti si fa in due: dal 1° aprile è al cinema nelle vesti del coniglietto pasquale C.P., protagonista del film HOP e pochi giorni dopo (precisamente dall’8 aprile in prima serata su Rai Uno) condurrà Ciak, si canta! accanto a Belen Rodriguez. “Il format della terza stagione prevede sette puntate – ha dichiarato durante la presentazione della pellicola – e andrà in onda fino a maggio”.

    Come mai, allora, si è preso una pausa dalla tv per dedicarsi al doppiaggio? “Io vado in tv – ha spiegato – ma non sono un conduttore, non sono Baudo né Bongiorno. Canto, ma non sono un cantante, l’unica cosa con cui mi sento a mio agio è il ruolo di comunicatore, anche se alla fine è il mio essere dj che mi definisce. E poi mi rende orgoglioso presentare X Factor: quando entro in un bar in America e mi chiedono che lavoro io faccia rispondo che conduco la versione italiana di American Idol ed è veramente figo vedere la reazione di quelli attorno a te“.

    Sulla possibilità di un X Factor 5, Facchinetti non sembra molto ottimista: “Non so se ci sarà una quinta edizione ma sono sicuro che Rai Due abbia intenzione di continuare a puntare sui talent musicali.

    Dopo aver venduto oltre un milione in tre anni, X Factor ha dimostrato il valore di questi programmi, che vanno preservati perché oggi in televisione l’arte non si trova poi così spesso“.

    Torna, quindi, sulla sua esperienza da doppiatore: “Per quanto poi riguarda il doppiaggio, mi sono sentito come un giocatore di calcetto che si ritrova a giocare in serie A. Ho accettato questo ruolo perché comunque la musica in questo film è centrale nel sogno di C.P. e anche se all’inizio la sala doppiaggio sembra quasi un luogo buio, di costrizione, dove ti dicono sempre che stai sbagliando, ma alla fine mi sono divertito moltissimo. Non mi sorprende: ho sempre amato il lato B delle cose”.

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