Francesco Cossiga è morto

Francesco Cossiga è morto

E' morto Francesco Cossiga, Presidente Emerito della Repubblica: aveva 82 anni

    Francesco Cossiga, Presidente Emerito della Repubblica, è morto oggi all’età di 82 anni. Ricoverato d’urgenza lunedì scorso per una grave crisi polmonare stava dando segni di ripresa quando alle 13.18 di oggi il suo cuore ha smesso di battere. Unanime il cordoglio del mondo politico per la scomparsa di un personaggio di certo atipico nel panorama delle nostre istituzioni, che lo ricorda come il Picconatore, per le esternazioni piuttosto decise che caratterizzarono l’ultima parte del suo incarico da Presidente, che concluse nel 1992 con le dimissioni. Ha lasciato tre lettere indirizzate, una per l’attuale Presidente Giorgio Napolitano, le altre al presidente del Senato Renato Schifani e al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Domani la camera ardente, i funerali in Sardegna.

    Francesco Cossiga aveva compiuto 82 anni il 26 luglio, ma da lunedì scorso era ricoverato in rianimazione al policlinico Gemelli: alcuni timidi cenni di ripresa avevano fatto sperare in un miglioramento ma alle 13.18 di oggi una crisi cardiocircolatoria, questa l’ipotesi dei medici, ha fermato il cuore del Presidente Emerito della Repubblica, uno dei personaggi di certo più contraddittori, ingombranti e combattivi della storia della nostra Repubblica.

    La camera ardente sarà allestita domani, dalle 10 alle 18, nella chiesa Madre del Policlinico Gemelli, mentre i funerali dovrebbero svolgersi in Sardegna in forma privata. Colpiscono le tre lettere lasciata da Cossiga ai principali vertici dello Stato: Cossiga, infatti, è stato uno dei veri protagonisti della prima Repubblica e il suo nome è legato a molti dei grandi misteri irrisolti del nostro Paese, dal rapimento e uccisione di Moro – periodo nel quale ricopriva il ruolo di Ministro degli Interni – a Ustica, passando per le grandi manovre politiche tipo Gladio.

    La sua carriera politica inizia da giovanissimo nelle fila della Democrazia Cristiana nel dopoguerra: ha ricoperto tutti gli incarichi di governo possibili, da ministro dell’Interno a presidente del Consiglio. E’ stato presidente del Senato ed il più giovane e votato presidente della Repubblica.

    Francesco Cossiga è stato uno degli uomini politici italiani più longevi, controversi e prestigiosi. Nato il 26 luglio 1928 a Sassari, ‘enfant prodige’ della Democrazia Cristiana del dopoguerra, ha ricoperto tutti gli incarichi di governo possibili, da ministro dell’Interno a presidente del Consiglio. E’ stato presidente del Senato ed il più giovane e votato presidente della Repubblica. La sua immagine politica e pubblica iniziò a mutare nel 1990 quando, dopo cinque anni di presidenza della Repubblica piuttosto ‘ordinaria’, iniziò a lanciare strali contro il Csm, la Corte Costituzionale e il sistema dei partiti conquistando il soprannome di Picconatore. Non sono pochi quelli che vedono nelle sue esternazioni l’inizio della crisi che culminò in Tangentopoli e alla Seconda Repubblica. Le sue esernazioni seguirono le ‘rivelazioni’ di Giulio Andreotti che lo coinvolsero nel caso Gladio, struttura parallela di difesa contro in pericoli provenienti dal comunismo che lo vede in qualche modo coinvolto. Nel 1992 le dimissioni in diretta tv con un discorso televisivo di 45 minuti.

    Da allora non è mai uscito dalla scena politica, sebbene abbia vissuto diversi momenti di ‘pausa’ dai media: queste tre lettere lasciate alle alte cariche dello Stato fanno immaginare scenari inquietanti, ma per adesso è il momento del lutto.

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