Francesca Barra a Televisionando: ‘A In Onda sono un arbitro, le polemiche stanno a zero’ [INTERVISTA]

Francesca Barra a Televisionando: ‘A In Onda sono un arbitro, le polemiche stanno a zero’ [INTERVISTA]

Televisionando intervista Francesca Barra, conduttrice, insieme a Gianluigi Paragone, di In Onda, il talk show di informazione dell'access prime time di La7

    Francesca Barra conduce, insieme a Gianluigi Paragone, l’edizione estiva di ‘In Onda’, il talk show dell’access prime time di La7. Una conduzione, quella di Barra e Paragone, che ha scatenato accese polemiche, in seguito all’attacco di Vittorio Feltri, il quale, in un suo editoriale, ha consigliato alla giornalista di dedicarsi alla discoteca. Televisionando ha incontrato la conduttrice per sapere come risponde alle accuse. ‘Le polemiche stanno a zero‘, ci ha risposto. Di seguito l’intervista integrale.

    Partiamo subito dalle polemiche: si aspettava un attacco così forte?

    La cosa che più mi infastidisce, al di là di Feltri, al quale non ho intenzione assolutamente di rispondere, perché rispondono per me le cose che ho fatto, è che, quando si fanno delle critiche, delle analisi giornalistiche, le si fanno tutte dopo la prima o la seconda puntata, senza dare neanche la minima indulgenza.

    In che senso?

    Dobbiamo considerare che, innanzitutto, Paragone non è un conduttore canonico, ma imprevedibile. Io lì sono un arbitro, sono stata chiamata e scelta anche per questo, perché ho sempre avuto una posizione, sin da quando conducevo ‘La bellezza contro le mafie’ (il programma radiofonico che ha condotto su Radio Rai 1 fino al 2013, ndr). Non ho mai cercato di alzare la voce, di fare scandalo, di fare notizia. Ho sempre preferito che fossero le storie e le cose che raccontavo a prevalere sul mio personaggio, per cui non ho quell’ansia di dovermi per forza mettere in competizione con Paragone o fare la stessa cosa.

    Cosa rimprovera a chi La critica?

    Se al mio posto ci fosse stata un’altra persona, nessuno avrebbe avuto da ridire, anzi. Mi spiace perché questo può essere un precedente anche per altre cose. Ho letto che addirittura hanno contestato lo smalto rosso quando magari altre persone hanno condotto nello stesso modo, se non in maniera ancora più provocante. A mio modesto parere, l’oggetto della discussione non è né lo smalto né il rossetto o un abito, che comunque sono sempre casti ed equilibrati. Mi hanno definito la valletta di Paragone e l’unica cosa a cui mi sento di rispondere è: i nostri ruoli sono distinti, la mia è una posizione molto difficile, che sto tentando di portare avanti in maniera molto rigorosa e in linea con quello che sono sempre stata nelle mie conduzioni, nei miei libri e anche nei miei collegamenti a Matrix.

    Una giornalista donna deve dimostrare più di un uomo?

    Non è sempre così. Ci sono giornaliste donne che hanno fatto peggio o meglio di me, ma che non sono state prese di mira. Non è una questione di genere. Non si può piacere a tutti e questo è chiaro, però un giorno passo per la fedele renziana, un giorno per la valletta di Paragone, un giorno per braccia rubate alla discoteca. Di un uomo lo avrebbero mai detto? Se un uomo avesse condotto per quattro anni e mezzo un programma di mafia super premiato, con duemila storie di vittime di mafia che, senza di me, nessuno avrebbe mai raccontato; se un uomo avesse scritto la biografia di Falcone, il libro su Mario Francese, il libro sui senzatetto e avesse vissuto con loro; se avesse fatto inchieste sulla ‘ndrangheta, lo avrebbero mai detto? Mi piace cucinare, qual è il problema? La cucina è una cosa serissima. Sono stata ospite a Tiki Taka: quanti direttori illustri di giornali o giornalisti si sono seduti in quel parterre? Allora qui ci dobbiamo decidere: se la critica deve valere, deve valere per tutti, altrimenti non vale per nessuno. La mancanza di onestà intellettuale a me dispiace sempre. Per il resto veramente le polemiche stanno a zero.

    Durante la scorsa stagione televisiva ha partecipato a La Gabbia come ospite, adesso è passata alla conduzione insieme a Paragone: tra di voi c’è una bella alchimia?

    Paragone ha parlato di me alla rete e sono stata chiamata perché hanno pensato che fossi la figura migliore per poter equilibrare la sua animosità e le sue idee abbastanza estreme. Ci siamo già rodati su altri progetti, abbiamo visto che il contraltare funzionava molto e ho accettato subito. Ritengo sia un privilegio lavorare con Gianluigi, è una palestra difficilissima, ma non è il primo uomo difficile con il quale lavoro. Siamo diversissimi e lo sapevamo dall’inizio: mi chiamava a La Gabbia perché avevo certe posizioni, perché sapeva che avrei, in qualche modo, equilibrato i suoi toni ed è quello che faccio. Sono un arbitro: faccio le domande e non voglio prevalere sull’ospite perché i telespettatori non vogliono conoscere la mia opinione, ma quella degli ospiti. Mi sembra che tutto quello che ci eravamo promessi di fare lo stiamo facendo.

    Rispetto alla prima puntata, gli ascolti sono migliorati.

    Il dato positivo si dimentica subito, il dato negativo è una spinta per far meglio. Ogni giorno pensiamo soltanto a fare la buona informazione, non abbiamo l’ansia di pensare come fare domani per alzare l’audience. Siamo contenti di questo risultato: alla fine il pubblico è il giudice più importante perché le critiche non sai mai sulla base di cosa vengano ispirate o scritte. Sono sempre molto diffidente, ecco perché non rispondo: non vale la pena: le bugie che nascono sulla base del nulla, si sgonfiano, però di quello non parlano perché non fa notizia. Stiamo raschiando il fondo.

    Ci ha confidato: ‘Non ho mai cercato di alzare la voce’. Si definirebbe una conduttrice low profile?

    C’è un momento per raccontarsi e per far sapere le proprie opinioni e c’è un momento per non farlo. Quello che chiedo è di permetterci di fare il nostro lavoro senza creare dei castelli in aria.

    Si riferisce alle voce che La vorrebbero in rotta di collisione con Paragone?

    Siamo sempre insieme, dalla mattina quando leggiamo i giornali a quando veniamo in redazione. La storia della nostra presunta lite è una di quelle cose che rendono questa estate più movimentata. Sicuramente io e Gianluigi avremmo tanti motivi di discussione, ma ci lega un grandissimo e profondo rispetto e lui sa benissimo che non avrei mai cercato di prevalere o di impormi. Non sono quasi mai d’accordo con quello che dice, ma gli riconosco una grande onestà intellettuale. Quando dice ‘Sono dalla parte del popolo’ è vero, è una persona molto seria.

    E’ anche scrittrice, ultimo in ordine di uscita ‘Verrà il vento e ti parlerà di me’, dedicato alla Basilicata. Che rapporti ha con le Sue origini?

    Sono fondamentali. Provengo da un paesino lucano dove non c’era neanche il cinema, in molti paesi vicini non ci sono neanche le librerie e per me raggiungere questo obiettivo è stato un sogno, ho dovuto davvero lavorare tanto. Lì ci sono la mia famiglia, che mi manca moltissimo, e le cose in cui credo: il cibo, i valori, la bellezza, i rapporti sani, autentici. Ho un forte attaccamento ai legami, sono molto rispettosa degli altri. I miei più cari amici sono quelli delle medie, del liceo, e li ritrovo sempre lì. E’ un modo per ricordarmi da dove provengo ed è stato anche il motivo per cui ho sempre pensato di non essere arrivata, per me è soltanto un lungo viaggio.

    Dopo l’esperienza in televisione, tornerebbe in radio o ha subito il fascino del piccolo schermo?

    Stavo benissimo in radio e tornerei in radio perché lì non c’era la mia faccia: c’era la mia voce, c’era il mio lavoro, che ho sempre portato termine seriamente. Era il cuore pulsante della mia professione, sogno di ritornarci e baratterei assolutamente la televisione per la radio.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN IntervisteLa 7
     
     
     
     
     
     
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