Forte Forte Forte 2, se il flop di Raffaella Carrà tornasse a vivere: l’intervista verità

Forte Forte Forte 2, se il flop di Raffaella Carrà tornasse a vivere: l’intervista verità

Forte Forte Forte 2, se il flop di Raffaella Carrà tornasse a vivere: l'intervista verità

    Rispetto all’eventualità che si faccia un Forte Forte Forte 2, il programma flop di Raffaella Carrà, non sono in pochi a storcere il naso. Complici gli ascolti di sicuro diludenti della prima edizione, lo show, troppo costoso e allo stesso tempo troppo improduttivo per il prime time di Rai 1, quasi certamente non sarà riproposto nella prossima stagione televisiva del Servizio Pubblico. Eppure oggi il caschetto biondo della tv, intervistata, sembra voler scommettere ancora su questo nuovo format, la cui prima (e ultima?) edizione in Rai è stata prodotta dal forte forte Bibi Ballandi.

    Eppure, nonostante il flop ammesso (finalmente, vien da dire) da Raffaella Carrà, la regina tv di Carramba che fortuna! è ritornata a parlarne quest’oggi con uno spirito propositivo e non del tutto pessimista, sulle pagine de La Repubblica intervistata da Silvia Fumarola: ‘Col senno di poi – ha ammesso – avremmo evitato qualche errore, ma non me la sento di elencarli. Preferisco dire grazie a tutti’, anche perché ‘non credo esista un talent completamente nuovo che non abbia bisogno di aggiustamenti nella prima serie. In questo lavoro ci vuole umiltà, pazienza e perserveranza’, ha aggiunto.

    A non voler vedere del marcio a tutti costi (è possibile?), del resto Forte Forte Forte un’idea ce l’ha, o forse ce l’aveva, anche se sembra si sia persa per strada quando si è passati ai fatti: quanti talent/reality hanno l’ambizione di cercare artisti a 360 gradi e non cantanti, ballerini, attori specializzati? Beh, forse nessuno, anche se il genere televisivo rischia probabilmente di ridurre tutti i programmi simili, ma non per questo uguali, ad una poltiglia da ascolti horror e concorrenti triti e ritriti.

    Non fraintendete le nostre parole, perché nessuno vuole giustificare una qualità produttiva decisamente scarsa a Forte Forte Forte. Anche se, da questo punto di vista, lo show, da rivedere, ricalibrare, risistemare totalmente, nasconde, magari sotto sotto, una potenzialità fortemente inespressa e innovativa: cioè scovare talenti (però devono essere dei veri talenti!), in grado di fare più o meno tutto in televisione.

    La riuscita o meno di un programma del genere, quindi, può dipendere proprio dalla qualità del cast messo in piedi e dalla capacità di valutarne i requisiti nelle fasi di casting. E’ stato così per Forte Forte Forte?

    Errori a parte abbiamo fatto uno spettacolo bellissimo, modernissimo, con l’aiuto di una squadra tecnica produttiva meravigliosa. Questo tipo di talent show non invecchierà col tempo, anzi’, ha detto la Raffa, anche perché, ha aggiunto, ‘credo che l’intrattenimento vada verso questo tipo di programmi. Forse il pubblico di Rai Uno si aspettava di vedermi protagonista di uno show classico, ma il mio impegno era tutto rivolto verso i ragazzi per incoraggiarli’.

    Che Forte Forte Forte finisca nel dimenticatoio sarebbe un’amara delusione per Raffaella Carrà: la conduttrice-giurata non sarà mica pronta a portare questo format su altre reti abbattendo i costi e rimpastando il tutto? Certo è che, al di là dei numeri insufficienti portati a Rai 1 dallo show, sembra che un programma – anche tra gli addetti ai lavori – si giudichi solo per la curva degli ascolti che fa il giorno dopo, entrando talvolta sempre meno nel merito della qualità. Siamo arrivati al paradosso del successo relativo, mentre – secondo quest’ottica (legittima) – c’è chi floppa di continuo? Un interrogativo Forte Forte Forte.

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