Flop per “In The Motherhood”, ridotto l’ordine di episodi

Non vanno molto bene le cose per "In the Motherhood", che subito dopo il debutto (avvenuto il 26 marzo) è stata 'tagliata' a 7 episodi sui tredici previsti, a causa di ascolti miseri e di critiche ancora più misere

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    Non vanno molto bene le cose per “In the Motherhood“, che subito dopo il debutto (avvenuto il 26 marzo) è stata ridotta a 7 episodi sui tredici previsti, a causa di ascolti miseri e di critiche ancora più misere.

    Basata sulla web serie con lo stesso nome e con protagoniste Chelsea Handler, Jenny McCarthy e Leah Remini, “In the Motherhood” è una serie basata non tanto sulla fantasia degli sceneggiatori, quanto su racconti di vita vissuta raccolti sul sito ufficiale del programma e poi trasposti in tv.

    Protagoniste di Motherhood, Cheryl Hines (Curb your enthusiasm), Megan Mullaly (Will&Grace) e Jessica St. Clair nel ruolo di tre madri differenti alle prese con amici, famiglia, maternità, amore e lavoro. Insomma, non uno show “facile” – anche se lanciato sottoforma di sitcom – e si capisce perché abbia straperso contro la corazzata “American Idol” (andato in onda di mercoledì invece che di giovedì causa discorso di Obama).

    Insomma, dopo che lo stesso Steve McPherson aveva ordinato una serie da tredici episodi subito dopo la fine dello sciopero degli sceneggiatori, gli ascolti bassi (neanche 7 milioni di telespettatori) e le recensioni più o meno pessime (tra le più tenere, “la vita reale è molto più divertente di ‘Motherhood’“) hanno convinto la ABC a tagliare i tredici episodi previsti a soli 7.

    Resta comunque da capire se la decisione è definitiva, o se magari il riscontro che si è avuto sul web – con decine e decine di madri che hanno inviato le loro storie – avrà dei riflessi anche negli ascolti televisivi, senza dimenticare la scelta poco accorta di mandare al massacro una nuova serie tutta da sperimentare contro una corazzata degli ascolti come il reality della Fox.