Flavio Briatore e The Apprentice: ‘Mi avevano già proposto di farlo in Francia’

Flavio Briatore è arrivato a The Apprentice Italia dopo avere rifiutato una proposta analoga dalla televisione francese

da , il

    Flavio Briatore è il protagonista indiscusso di The Apprentice Italia: sbrigativo, senza peli sulla lingua, diretto, non sempre poetico, il marito di Elisabetta Gregoraci si è costruito un personaggio televisivamente accattivante. Anche se il diretto interessato ammette di essere così anche nella vita di tutti i giorni. Ospite di TvTalk, infatti, Briatore ha confessato: “In The Apprentice non ho un copione, entro e agisco come sono. Per me è una cosa vera. A me il programma è servito, è difficile sapere se ha migliorato il mio business, di sicuro mi ha fatto pubblicità e mi ha aiutato“.

    Incalzato da Massimo Bernardini, l’ex compagno di Naomi Campbell ha aggiunto: “Noi non vogliamo raccontare la crisi in questo programma, ma semplicemente parliamo di posti di lavoro che vogliamo creare. Il vincitore dell’anno scorso Menegazzo lavora ancora con me, doveva rimanere in Kenya tre giorni e ci è stato sette mesi: a dimostrazione che la gente che lavora e fa sacrifici viene premiata“.

    Ma come è arrivato Briatore a The Apprentice? “Io sono amico di Donald Trump, protagonista della versione statunitense del programma. Mi era già stato proposto di fare The Apprentice in Francia, su TF1, quando lavoravo in Renault, poi in Italia mi ha chiamato un’altra rete. Infine è arrivata la proposta di Sky e ho accettato, perché mi hanno chiesto semplicemente di essere me stesso“.

    L’imprenditore, che recentemente abbiamo visto ospite anche in talk show politici, ha raccontato che il talent di Sky Uno è stato “divertente per capire i giovani di oggi. Comunque, era difficile avere successo con questo format: non abbiamo certo le ballerine“.

    Nils Hartmann, direttore produzioni originali Sky Italia e canali cinema, ha aggiunto: “Dopo diverse riflessioni siamo arrivati a Flavio, che ci ha convinto già dalla prima riunione, tirando fuori alcune chicche e un linguaggio che ci ha colpito. Lui non è finto, è semplicemente se stesso. Somiglianze con Trump? No, somiglia a se stesso“.

    Hartman ha poi aggiunto che “il format di The Apprentice ci è stato presentato da Fremantle, e noi abbiamo accettato: non si può vivere solo di cucina e di musica. Il format ci ha messo tanto per arrivare da noi, ma noi ci abbiamo messo pochissimo per coglierlo al volo. Quello rappresentato è un mondo del lavoro particolare“.

    Gli ascolti, però, per il momento non sono stati eccezionali, anzi. E voi cosa ne pensate? Vi convince The Apprentice?