Fiorello oggi a Tv Talk risponde alle critiche su Il Più Grande Spettacolo dopo il Weekend

Fiorello oggi a Tv Talk risponde alle critiche su Il Più Grande Spettacolo dopo il Weekend

Fiorello a Tv Talk risponde alle critiche giunte dal web: 'Facile innovare dal divano di casa

    Presentazione della trasmissione di Fiorello "Il più grande spettacolo dopo il weekend"

    #ilpiùgrandespettacolodopoilweekend si avvia alla seconda puntata, in onda lunedì 21 novembre su RaiUno, ma Fiorello si prende il tempo di partecipare a Tv Talk, l’ottimo approfondimento sulla tv di Rai Educational in onda oggi alle 14.50 su RaiTre, per rispondere alle critiche di alcuni blog che hanno condannato lo show perché poco innovativo e sostanzialmente già visto, privo quindi di quegli spunti ‘rivoluzionari’ che si attendevano dallo showman più vulcanico d’Italia. E’ facile dire da casa che bisogna innovare. La gente credo volesse questo. Non ho ancora capito cosa vuol dire innovare…. dice Fiore.

    La puntata di Tv Talk in onda oggi è stata registrata ieri e sono quindi già usciti resconti su quanto avvenuto nello studio di Massimo Bernardini, che si è trovato a sorpresa Fiorello: nonostante l’influenza che lo ha colpito dopo il debutto, Fiore ha ‘approfittato’ del programma di RaiTre per rispondere alle critiche di quanti, dal web, lo hanno criticato per la scarsa carica innovativa del suo #ilpiùgrandespettacolodopoilweekend.

    E’ facile dire da casa che bisogna innovare – dice Fiore – Dopo di noi, io sarò li’ sul divano a guardare gli innovatori che arriveranno, aggiunge lo showman, che risponde punto per punto alle accuse mossegli insieme al co-autore e regista Giampiero Solari.
    Solari parte dagli straordinari risultati d’ascolto, che hanno sfiorato il 40% di share – e che sono valsi a Fiore un Tapiro d’Oro consegnato dall’amico fraterno Valerio Staffelli per il mancato raggiungimento della fatidica soglia del 40%: Nessuno se lo aspettava – dice il regista - io pensavo al 28 o al 29%. Ma Fiorello non si siede mai sugli allori: quando abbiamo visto i numeri ci è venuta anche più paura.

    Ma il punto è la ‘questione innovazione’. La nostra intenzione è sempre stata quella di fare un grande spettacolo popolare altrimenti non saremmo tornati a RaiUno, specifica Solari, costretto a puntualizzare quasi l’ovvio. La scelta di rifare pezzi già visti nei palazzetti dello sport o su Sky non preclude il fatto che si possa fare uno spettacolo nuovo, anzi è stata voluta per farli arrivare a tanti. E i ‘tanti’ sono arrivati e hanno mostrato di apprezzare.

    Tocca quindi a Fiorello, anche lui costretto a difendersi per uno show ben fatto, destinato nella sostanza a un pubblico diverso da quello dei palazzetti, del Sistina o di SkyUno: Nessuno aveva intenzione di innovare niente, noi volevamo fare il varietà, cioé una varietà di cose.

    Secondo me innovare significa fare questo perché non esiste più: adesso è questa la novità. E conclude ironico: Faremo tutta la seconda puntata sulle mani, con i piedi in su e il microfono sotto.

    Beh, noi un certo atteggiamento snob e ‘stabilmente’ intellettualistico non lo capiamo: Fiore ha fatto un grande spettacolo, piacevole, vario e soprattutto ottimamente realizzato. Fiorello ha fatto Fiorello e non ha deluso, come abbiamo scritto nella nostra recensione (di certo non figlia di un ‘asservimento’ o di un rapporto personale con Fiorello, magari!, ma semplicemente di una visione d’insieme dell’offerta tv italiana). La forza di Fiore sta proprio nella capacità di non tradire se stesso – e le attese del pubblico -, di ‘ripetersi’ senza mai essere identico a se stesso e di non sommistrare papponi indigesti. Il suo repertorio è ampio e caratterizzato dal divertimento della contaminazione, emersa soprattutto nella selezione musicale e nella gestione degli ospiti. E’ il suo modo di fare show e l’ha portato su RaiUno: la forza ‘rivoluzionaria’ di un programma tv passa anche per il contesto di riferimento. Considerata l’offerta media della tv italiana, Fiore non può che essere una boccata d’aria fresca: per una sera almeno il pubblico di RaiUno non deve ‘beccarsi’ melodrammoni retrò, pseudo-santi investigatori o politici farneticanti. Vivaddio!

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