Fiorello, la Rai smorza le polemiche sui costi dello show: per Fiore stessi soldi del 2004

Fiorello, la Rai smorza le polemiche sui costi dello show: per Fiore stessi soldi del 2004

    La Rai conferma che Il Più Grande Spettacolo Dopo il Weekend, che segna il ritorno di Fiorello su RaiUno, si farà e partirà, come previsto, lunedì 14 novembre. Una precisazione quasi necessaria considerate le tante polemiche che stanno accompagnando la nascita di questo nuovo show, legate ai costi di produzione (si parla di 12 milioni di euro per quattro puntate), all’appalto esterno per “la ripresa e la diffusione audio dello show, superiore ai 200.000 euro” – come denunciato nei giorni scorsi dal sindacato dei Lavoratori della Comunicazione (CGIL SLC), pronto a scioperare – e al compenso per lo stesso showman. La Rai, quindi, decide di intervenire con una dichiarazione all’Ansa nella quale ‘rassicura’ che Fiorello percepirà lo stesso compenso del 2004, cifra decisamente fuori mercato.

    Fiorello non ha prezzo e lo sa bene chi lavora in tv: per un suo ritorno su RaiUno l’Azienda sarebbe certo pronta a sborsare qualsiasi cifra, considerato che anche solo con quattro puntate del suo Il Più Grande Spettacolo Dopo il Weekend potrebbe risollevare il drammatico andamento degli ascolti autunnali. E la questione dei costi dello show di Fiorello sta catalizzando l’attenzione più del ritorno dello showman sulla Tv di Stato.

    Ad aprire la querelle qualche settimana fa una nota del sindacato CGIL SLC, che contestava l’appalto a società esterne per la registrazione e diffusione audio dello show di Fiorello a danno dei lavoratori Rai, minacciando uno sciopero che avrebbe bloccato il programma. Poi il caso è rientrato con un accordo tra Azienda e lavoratori in base che sancisce che “la ripresa audio del programma viene affidata a mezzi e personale RAI, che la responsabilit‚à della realizzazione dell’intero progetto audio sarà‚ in capo al C.P.TV di Roma e quindi ai lavoratori che questo lavoro lo hanno sempre svolto con ottimi risultati“, come si legge nella nota diffusa l’11 ottobre scorso dallo stesso sindacato e nella quale si precisa, inoltre, che “solo le attività di monitoraggio e diffusione saranno delegate all’esterno per ragioni editoriali e tecniche del programma e per i ristretti tempi di realizzazione“.

    Chiusa, quindi, la vertenza sindacale, si è aperto il capitolo delle spese: si parla di circa 12 milioni di euro per le quattro puntate previste, una cifra che ha fatto storcere il naso a molti. La Rai, però, smorza le polemiche, o almeno ci prova, con una nota diffusa a mezzo Ansa: “Lo show di Fiorello è un importante progetto editoriale che consentirà di illuminare il palinsesto di RaiUno in questa stagione di garanzia autunnale assicurando a Rai importanti introiti pubblicitari” ricorda l’azienda che precisa come “Fiorello, dal canto suo, ha condiviso con Rai questo progetto editoriale proponendo lui stesso sin dall’inizio un compenso come quello percepito nel 2004 e di gran lunga inferiore a quello che il mercato normalmente gli garantirebbe“.

    Insomma, Fiorello non lavora in Rai per soldi, visto che sette anni sono un’eternità per i listini, non solo tv. “Per questo motivo - aggiunge con orgoglio Viale Mazzini – Fiorello si è dimostrato ancora una volta amico della Rai sia perché ne ha accettato le prassi economiche sia perché ha voluto, insieme a Rai, comprendere e condividere, nel confezionamento e nella realizzazione del programma, quelle scelte e quei vincoli, anche di natura giuridica, che la Rai, a differenza dei suoi competitors, è chiamata a rispettare” (si legga la necessità di servirsi il più possibile di strutture e personale dell’Azienda). La nota quindi si chiude con un augurio, ovvero che “anche in futuro l’artista realizzi altri e nuovi progetti per l’Azienda, perché Fiorello fa parte ormai della storia della Rai“.

    Insomma, si cerca di chiudere le polemiche e di guardare ai risultati: non è facile di questi tempi in casa Rai.

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