Fiorello come Grillo: “Se non tolgono l’immondizia dalle strade non andate a votare”

Fiorello come Grillo: “Se non tolgono l’immondizia dalle strade non andate a votare”

Fiorello come Grillo: "Se non tolgono l'immondizia dalle strade non andate a votare"

    Fiorello durante il suo spettacolo

    Inizio con il “botto” per Viva Radio2, tornato on air ieri, lunedì 11 febbraio, dopo settimane di slittamenti. E Fiorello, accompagnato come sempre dal sodale Marco Baldini, non perde tempo in convenevoli, prendendo di petto la situazione politica italiana.

    Se i politici non risolvono subito il problema dell’immondizia in Campania non andate a votare“, anzi “stracciate la tessera elettorale“, esorta lo showman che diventa così il nuovo paladino della corrente “antipolitica” che ha in Beppe Grillo il proprio leader.

    E dire che Fiorello aveva annunciato che non avrebbe parlato di politica, visto che vige la par condicio elettorale. Di nomi non ne fa, ma lancia una violenta accusa a tutto il sistema politico, senza distinzioni di colore, schieramenti o uomini. “I politici devono fare qualcosa di concreto già prima delle elezioni, e non promettere e basta chiedendo voti. Invece di chiedere devono dare. Se non risolvono il problema dei rifiuti a Napoli, non votate” esorta Fiore, conscio della penetrazione del proprio programma nell’audience radiofonica e non solo. Non certo esternazioni da maître à penser, ma di sicuro la materializzazione di un pensiero diffuso nell’elettorato italiano, che può trovare nell’sms di un ascoltatore il proprio slogan, “Votare? Io mi rifiuto“.

    Una frecciatina non viene risparmiata neanche alla situazione della giustizia in Italia: dopo il caso del pedofilo stupratore, liberato per decorrenza dei termini, che ha abusato di una bimba nel suo primo giorno da uomo libero Fiorello si fa ancora una volta protavoce del sentire comune per chiedere a gran voce la certezza della pena.

    È ora di finirla, non se ne può più di vedere gente che commette reati e non passa neanche un giorno in prigione perché si inventano patteggiamenti della pena, riti abbreviati e buona condotta. Se uno sbaglia deve pagare.” E come gli si può dar torto. Di certo il tono non è quello inquisitorio alla Grillo, come evidenzia Aldo Grasso (che ha appena pubblicato il libro “Fenomenologia di Fiorello“), dal Corriere della Sera, che esorta a non prendere le frasi isolate dal proprio contesto, ma di sicuro Fiorello, proprio per il suo modo “leggero” e provocatorio, riesce a scuotere anche i più sonnacchiosi.

    Immediate le reazioni del mondo politico, lanciate a suon di comunicati provenienti da tutte le parti politiche pronte a fare di questo motivato sfogo uno dei propri cavalli di battaglia per le prossime elezioni, anche se il passo più difficile sarà proprio quello di recuperare la fiducia degli italiani. Molti di questi hanno seguito la trasmissione, che ha rispreso il suo solito e spumeggiante andazzo, tra gag dedicate all’imitazione di Berlusconi, che finge di essere chiunque” pur di ritargliarsi in radio uno spazio per aggirare i vincoli della par condicio, e ospitate illustri come quella di Nanni Moretti e di Zucchero, inatteso ospite che ha approfittato della sua presenza a Radio2 per partecipare a Gli Spostati per fare una capatina da Fiore e intonare con lui Diamante a fine trasmissione.

    Comici e showman sono diventati dei riferimenti politici (o antipolitici) imprescindibili: Grillo lotta contro la casta, contro gli sprechi della politica, contro la corruzione, mentre Fiorello chiede giustizia e risultati e il Gabibbo scava nei mille episodi di quotidiana truffa. E per citare Totò, “abbiamo detto tutto”!

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