Fiorello abbassa i toni e invita a votare, “sempre che riusciate a scansare l’immondizia”

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    Fiorello torna sull’argomento elezioni e anche un po’ sui “suoi” passi per abbassare i toni della polemica nata immediatamente dopo il suo invito a non andare a votare se prima i politici non fanno qualcosa per risolvere l’emergenza rifiuti in Campania, lanciato in senso provocatorio durante la prima puntata di Viva Radio2. In alto un servizio di SkyTg24.

    L’affermazione, tra il serio e faceto, ha scatenato le reazioni di tutto il mondo politico e ha conquistato uno spazio nel Porta a Porta di ieri sera.

    E’ soprattutto il passaggio in cui Fiore ha “esortato” a strappare le tessere elettorali ad aver allertato le principali cariche dello Stato, tra cui Fausto Bertinotti, che sono intervenute per dissuadere gli italiani dal compiere l’”insano gesto” e per convincerli, piuttosto, a compiere ed esercitare il proprio diritto/dovere di voto, vero esercizio di democrazia. Concetto che Bertinotti e Fini hanno ribadito ieri sera a Porta a Porta, quando Bruno Vespa ha mandato in onda le affermazioni in questione per stimolare il dibattito proprio sull’emergenza rifiuti.

    La “marcia indietro” di Fiorello è avvenuta sempre dai microfoni di Viva Radio2, in una serie di battute che hanno coinvolto il povero Marco Baldini, additato come la “vera” mente dell’”azione eversiva”. “Strappare le schede elettorali è sbagliato perché aumenta l’immondizia“, ha detto Fiorello, che cerca di descrivere il clima creatosi intorno a lui raccontando al suo pubblico di non poter uscire dalla radio perchè “ci sono tre telecamere che mi aspettano, c’è Santoro vestito da Panda e Ruotolo vestito da ruota di scorta”. E ironizza sul clamore suscitato dalla sua uscita dicendo: “Abbiamo iniziato in sordina ieri… Anche la trasmissione del segnale orario parlava di Viva Radio2“. Ovviamente la sua opinione non cambia, anche quando cerca di “riparare al danno” invitando al voto “Se dovete andare a votare, andate, sempre se riuscite a scansare l’immondizia“.

    Ma ad un certo punto il discorso si è fatto un po’ più serio: “Le cose dette sono dette. Sono opinioni, condivisibili o meno. L’importante è il contesto. Un conto è un podio in una piazza, un conto è la radio”. Aspettiamo però i risultati elettorali, chissà quante schede riporteranno la provocatoria scritta “Votare? Io mi rifiuto“, lo slogan nato per caso durante la trasmissione incriminata.