Finisce L’Ultimo Padrino e arriva Io ti Assolvo

Finisce L’Ultimo Padrino e arriva Io ti Assolvo

Finisce L'Ultimo Padrino e arriva Io ti Assolvo, con gabriel garko e lorenzo flaherty

    Per la gioia di molti non si tratta di un’altra storia di Mafia: Io Ti Assolvo, film tv con Gabriel Garko in abiti talari in onda stasera su Canale 5, non ha legami con i padrini mafiosi, ma ruota intorno al dramma personale di un prete coinvolto nelle indagini di un omicidio. Intanto ieri sera è terminata la breve (solo due puntate) storia della cattura di Bernardo Provenzano, L’Ultimo Padrino, che ha registrato un ascolto medio di quasi 6 milioni di telespettatori La mafia in tv solleverà polemiche, ma di certo funziona ancora.

    L’arrivo in tv de L’Ultimo Padrino ha risentito dell’eco delle polemiche suscitate da Il Capo dei Capi, accusato di “inneggiare” ai protagonisti delle grandi guerre di Mafia che hanno colpito lo Stato soprattutto negli anni ’90. Anche le scene finali de L’Ultimo Padrino hanno ripercorso, in un rapido montaggio, gli eventi drammatici di quegli anni, dagli omicidi dei giudici Falcone e Borsellino e degli uomini delle loro scorte (1992) agli attentati che ferirono Firenze e Roma (1993), sovrapponendo i filmati dell’epoca alle impronte delle mani del boss appena arrestato. Un percorso di senso che sottolinea come le sue mani siano macchiate di quel sangue.
    Ma, come precisato già nella conferenza stampa di apertura dal regista Marco Risi, L’Ultimo Padrino non si è concentrato sulla figura di Provenzano, mai direttamente nominato e rievocato tramite i suoi soprannomi (“lo Zio”), quanto sul gruppo di uomini del commissariato Duomo di Palermo, guidati, nella fiction da Roberto Sanna (Daniele Pecci), nella realtà da Renato Cortese, che lo hanno catturato.
    Otto anni di ricerche, appostamenti e indagini che hanno portato alla cattura dell’ultimo grande boss, certo umanizzato, visto nella sua solitudine e nel suo aspetto più “mistico”, nel suo rapporto con la religione, che in questo caso non redime ma rafforza nei convincimenti omicidi.
    Nessuno, apparentemente, avrebbe voluto un’altra fiction di Mafia, ma l’hanno seguita quasi sei milioni di telespettatori. Un ascolto non eccezionale, se si considerano gli otto milioni de Il Capo dei Capi e il minimo scarto di domenica contro la replica de Il Commissario Montalbano.
    Se si critica la dimensione “umana, troppo umana” concessa a efferati criminali come Totò Riina e Bernardo Provenzano nella fiction degli ultimi anni, bisogna anche ricordare che è proprio il genere fiction ad essere profondamente cambiato. Non esistono più gli eroi senza macchia e senza paura (alla Cattani delle prime Piovre, per intenderci) e di conseguenza non possono più esistere i “cattivi” tutti di un pezzo come Tano Cariddi, sempre di “piovresca” memoria. Sono cambiati gli eroi e gli antagonisti, in tutti i generi della fiction, proprio per l’intenzione di presentarli come uomini comuni, vicini a noi. Ciascuno può essere un eroe è il sottotesto, così come i più apparentemente innocui possono nascondere il Male. E L’Ultimo Padrino incarna perfettamente questo principio: perchè scandalizzarsi se Provenzano non è Tano Cariddi? Si sa che la realtà supera la fantasia ed evidentemente è proprio questa “banalità del Male” a fare paura.

    Si attendono critiche e commenti (e torneremo sull’argomento), mentre rivolgiamo la nostra attenzione al film tv che Canale 5 propone stasera, Io Ti Assolvo, con Gabriel Garko e Lorenzo Flaherty.

    Si tratta di un’altra storia investigativa di cui è protagonista Padre Francesco (Gabriel Garko, appunto), giovane sacerdote giunto ai voti dopo esperienze difficili, segnate da pessime compagnie e azioni scellerate. Torna nel suo paese d’origine per sostituire il suo padre spirituale, assassinato in chiesa, che pochi giorni prima di morire aveva inviato al Vescovo una richiesta di rinuncia ai voti. Al centro del giallo anche una bellissima donna, sorella della ragazza di cui Francesco era innamorato in gioventù. Inutile dire che nelle indagini condotte dal investigatore Lorenzo Flaherty viene coinvolto proprio Padre Francesco, sospettato d’omicidio.

    Una formula quella di Io ti Assolvo, diretta da Monica Vullo (già Distretto di Polizia), che Giancarlo Scheri, responsabile Fiction Mediaset non esita a giudicare originale per gli standard produttivi italiani: “un thriller a metà fra Hitchcock e Dario Argento ma con elementi melò. Un genere non frequentato dalla tv italiana, con scene un po’ dure. E’ utile per capire che cosa vorrà il pubblico fra due o tre anni”. Un ruolo che ha creato qualche imbarazzo al bel Garko, sicuro di essere “troppo bello” per interpretare il ruolo di un prete. “Ho pensato: no, sono troppo bello per fare il prete, ne va della credibilità del personaggio. Poi mi sono detto che la bellezza non può essere un limite. E ho studiato ‘da prete’, ho incontrato alcuni sacerdoti, ho imparato a dire messa, a muovermi in maniera composta”. E, considerata la tentazione per la giovane donna sorella della sua amata, dice di essersi rifatto non tanto al Richard Chamberlain di Uccelli di Rovo quanto a Montgomery Clift di Io confesso: in ogni caso due bei modelli, lontani certo dal prete incrollabile interpretato da Terence Hill, quel Don Matteo che torna domani su RaiUno.

    Con stasera si esaurisce la proposta di fiction al martedì per Canale 5: la prossima settimana sarà tempo di Telegatti, cui seguirà La Sai l’Ultima. Le serate dedicate alla fiction dall’ammiraglia del Biscione saranno la domenica (dal 20 gennaio torna Questa è la mia Terra), il giovedì (per ora Ris 4) e il venerdì, ad appannaggio de I Cesaroni 2.

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