Fiction: Caterina Murino in primavera su Canale 5 con una serie BBC (intervista esclusiva)

Fiction: Caterina Murino in primavera su Canale 5 con una serie BBC (intervista esclusiva)

    Caterina Murino, intervistata da Televisionando al Giffoni Film Festival 2010, può vantare un altro primato: è la prima attrice non inglese a ricoprire un ruolo da protagonista in un fiction della BBC. Si tratta del ciclo di film tv Le Inchieste di Aurelio Zen, tre episodi di 90′ in onda in autunno in Gran Bretagna, a gennaio negli Usa e nella primavera 2011 su Canale 5, in forza di una partecipazione Mediaset alla produzione. Ce ne ha parlato in esclusiva al margine della conferenza stampa nella quale ha tracciato un lucido quadro della situazione del cinema italiano (e della produzione fictional), sempre più chiuso su se stesso e intento a sfruttare commercialmente filoni di successo, con i soliti attori e le solite storie. In alto la video-intervista.

    Dici Caterina Murino e pensi alla star internazionale irrangiungibile e viziata dal successo avuto come Bond girl in Casino Royale o registrato sui tanti set europei ed americani che l’hanno vista protagonista: poi arriva lei, stretta in un tubino nero maliziosamente nude look, bellissima e sorridente, che ti stringe la mano e si presenta nel modo più semplice del mondo, con un “Ciao, sono Caterina…”. Cosa non da tutti (e a onor del vero propria anche di Emilio Solfrizzi, Luca Ward e anche di Anbeta Toromani) e inequivocabile segno di consapevolezza di sè, che in genere va di pari passo con la preparazione e la qualità. Ma al di là di questa parentesi, Caterina Murino arriva al Giffoni Film Festival armata di quella voglia di immergersi davvero nell’atmosfera del festival più esclusivo del mondo, che ha nei giovanissimi giurati la sua forza propulsiva.

    Un’occasione importante per far capire al pubblico una volta di più quanto sia importante il suo ruolo nella crescita del cinema italiano, al di là delle manovre sconsiderate della politica. “Sono davvero felice che in questo Paese, che sta sempre di più abbandonando il cinema, ci sia un Festival come questo e giovani così preparati – dice a proposito del GFF – confido che i ragazzi, che questo pubblico si faccia sentire e dia un segno“.
    Un segno che passa per la ‘scelta’ dei programmi tv, degli spettacoli, dei film e che investe, ovviamente, non solo il pubblico ma anche la politica culturale del nostro Paese: “A causa dei tagli del governo chiuderanno più di 400 teatri: io non sono contro la Tv o contro il Grande Fratello come qualcuno ha scritto: non credo che debba essere tolto dai palinsesti, ma non può esistere solo quello. Un Paese come il nostro ha il dovere di dare un’offerta tv più vasta, con un calendario più ricco“. Tornando su temi spesso discussi al Festival (e toccati quest’anno, da Luca Angeletti per arrivare a Gianni Minà) la Murino insiste sulla necessità di una maggiore pluralità dell’offerta culturale che attraversi tutti i mezzi di comunicazione: “Non possiamo credere ancora nell’idea di un pubblico dai gusti monocorde: portare solo un certo modello non fa bene ai giovani e pensare che cinema e teatro non facciano parte della cultura è pura follia. Non capisco perché quelli che dovrebbero cambiare questa situazione continuino a dormire: per questo spero che siano i giovani a urlare che non ci può essere una tv così“.

    Prossimamente, però, sarà su Canale 5 Le Inchieste di Aurelio Zen, collection di film tv tratti dai polizieschi di Michael Didbin: tre gli episodi, al momento, coprodotti da BBC, Mediaset, Pbs e Zdf, ovvero Vendetta, Cabala e Nido di topi le cui riprese, in corso a Roma, termineranno a metà agosto.

    L’investigatore veneziano in servizio alla Criminalpol di Roma protagonista della serie ha il volto di Rufus Sewell, mentre la sceneggiatura è affidata a Simon Burke. Per completare i credits la regia è di John Alexander, mentre la produzione è della Left Bank Pictures, la stessa de Il commissario Wallander. Per saperne di più sul ruolo di Caterina Murino vi rimandiamo alla video-intervista.

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