Festival di Sanremo: le canzoni più belle e sottovalutate degli ultimi 20 anni [VIDEO]

Festival di Sanremo: le canzoni più belle e sottovalutate degli ultimi 20 anni [VIDEO]

Le canzoni più belle e sottovalutate del Festival di Sanremo, i brani che avrebbero meritato maggiori riconsocimenti

    Quali sono le canzoni del Festival di Sanremo biù belle e sottovalutate degli ultimi vent’anni? Difficile elencarle tutte, anche perché spesso la kermesse canora ha colpevolmente snobbato dei brani che avrebbero meritato attenzioni e posizionamenti migliori, se non addirittura la vittoria. Di seguito trovate una selezione, alquanto arbitraria è bene dirlo, dei pezzi in questione.

    Destinazione paradiso (1995) – Gianluca Grignani

    Gianluca Grignani irrompe sulla scena musicale con un pezzo che entra nella leggenda. Il brano, triste e coinvolgente, lancia la carriera dell’artista ma non va oltre il sesto posto nella categoria delle Nuove Proposte. Praticamente un delitto.

    Amore di plastica (1996) – Carmen Consoli

    Altro anno, altro debutto, stavolta di una allora ventiduenne cantautrice siciliana, che si presentò all’Ariston con un pezzo firmato da lei stessa in collaborazione con un tale Mario Venuti. Il brano racchiude tutte le peculiari caratteristiche che avrebbero fatto la fortuna della cantante in seguito, portando in scena una ballata sull’indipendenza femminile. La canzone ottenne un tiepido ottavo posto ma gli elogi della critica e l’incessante programmazione radiofonica trasformarono presto l’artista ne “la cantantessa”.

    La terra dei cachi (1996) – Elio e le storie tese

    Anche detto “il più grande scandalo nella storia del Festival”. Il surreale e assolutamente geniale brano del gruppo si classificò in seconda posizione dopo aver nettamente dominato la classifica nelle serate precedenti e tra evidenti dubbi di regolarità. I brogli vennero poi confermati dalle indagini dei carabinieri, ma il danno ormai era fatto. In ogni caso, la canzone è entrata di diritto nell’Olimpo dei più grandi successi sanremesi.

    Sempre (1998) – Lisa

    Forse in pochi ricordano questo pezzo e sono in grado di associarlo a quel ritornello tormentone che ti entra in testa e non ne esce in alcun modo. Il brano si classificò secondo nella categoria Giovani e terzo in quella Big, ma la sua interprete non riuscì mai realmente a sfondare.

    La canzone resta tuttavia una perla rara nel repertorio sanremese.

    Replay (2000) – Samuele Bersani

    Un capolavoro di eleganza e poesia per il debutto di Bersani a Sanremo, una canzone che avrebbe senz’altro meritato più del quinto posto raggiunto nella gara e che ha regalato al suo autore il maggior successo personale a livello commerciale. Anche grazie allo zampino di Aldo, Giovanni e Giacomo.

    Nessuno tocchi caino (2003) – Enrico Ruggeri e Andrea Mirò

    Coppia sul palco e nella vita, Enrico Ruggeri e Andrea Mirò portano all’Ariston un brano intenso e impegnato, une ferma ed emozionante presa di posizione contro la pena di morte. Il brano si è piazzato quarto nella classifica di quell’edizione, ma è presto finito colpevolmente nel dimenticatoio.

    Il solito sesso (2008) – Max Gazzè

    Frutto del genio dei fratelli Gazzè, questo brano strutturato in stile telefonata è un piccolo capolavoro artistico, penalizzato da un televoto che non è riuscito ad apprezzarlo. Paradossalmente, la canzone ha riscosso un clamoroso successo popolare nella programmazione radiofonica post-festival, risultando quella più trasmessa della sua edizione.

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